Mettere al centro i bambini e custodire la vita
“Invitiamo tutte le comunità del territorio ibleo ad un impegno che tuteli la vita e metta al centro i bambini, come ci richiama il tema della 48ª Giornata per la Vita. I bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici”. Questa l’esortazione del Vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, presente al reparto Ostetricia e Neonatologia dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa per benedire le neomamme e i bambini neonati. Un appello che va oltre le aggregazioni propriamente ecclesiali ed investe Istituzioni amministrative, sanitarie e sociali.
Il messaggio dei Vescovi
«La Giornata per la Vita – augurano, infatti, i Vescovi italiani – sia l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose.» Un protagonismo dei più piccoli, che strappi le loro vite agli interessi dei grandi; un’urgenza che non interessa mondi lontani dove i bambini sono oggetto di abusi e maltrattamenti, lavoro minorile, fame e degrado, ma anche “la nostra società italiana, in cui l’imperante cultura individualista si esprime, tra l’altro, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli”. Molta attenzione all’esperienza educativa e al senso della cura, a partire dalla famiglia e dalle nostre comunità ecclesiali che hanno la fortuna e la responsabilità di avere un patrimonio di bambini e ragazzi di cui avere cura ed hanno, soprattutto, la sensibilità di guardare fuori le mura dell’oratorio e l’attenzione del contesto dei quartieri.
L’iniziativa della Giornata
Anche quest’anno, quindi, gli uffici pastorali della Diocesi di Ragusa, Famiglia, Salute, IRC, coinvolgendo la Consulta per le Aggregazioni Laicali, i Cappellani degli Ospedali di Ragusa don Giorgio Occhipinti e di Vittoria don Giuseppe Riggio, i Consultori Familiari, il Centro Aiuto alla Vita di Ragusa e l’associazione Nati per Crescere hanno invitato le comunità del territorio ibleo ad un impegno che tuteli la vita e metta al centro i bambini.
La benedizione del Vescovo
Riproposta la visita del Vescovo nei reparti Ostetricia degli ospedali e la benedizione delle mamme in attesa di partorire, le neomamme ed i bambini neonati, insieme ai volontari del C.A.V. ed ai componenti della Cappellania Ospedaliera. “Nel nome del Signore possiamo benedirci gli uni con gli altri” ha detto Mons. La Placa accostando le neomamme, espressione che da un lato rispetta le persone non cattoliche e dall’altro riconosce che la vita presente nel grembo o appena nata è l’amore che si fa persona umana, bambina o bambino, forza creatrice di Dio.
Anche in molte parrocchie della diocesi durante le celebrazioni eucaristiche, le comunità hanno attenzionato il Messaggio del Consiglio permanente della CEI per la Giornata per la Vita 2026.
Una testimonianza del CAV in occasione della Giornata per la Vita
Abbiamo reincontrato in questa Giornata per la Vita anche una donna seguita dal CAV, conosciuta qualche tempo fa in ospedale prima di abortire. Il colloquio con i due volontari CAV, che l’hanno accolta e ascoltata, è stato determinante e risolutivo; ogni settimana incontriamo queste donne prima che realizzino il loro intento di abortire in ospedale: molte portano a termine l’interruzione della gravidanza ma qualcuna decide di accogliere il bambino/a che il CAV successivamente aiuta in modo concreto sulla base dei bisogni e delle problematiche che la madre sta vivendo. Questo è l’obiettivo principale del CAV: salvare la vita del bambino che sta per essere soppresso e nello stesso tempo quella della mamma che per mille motivi e tante volte per disperazione e solitudine compie questa scelta: sottolineiamo che le vite distrutte sono due, quella innocente del bambino/a e, non di rado, quella della mamma per il trauma post aborto. In tutti casi il nostro compito è scevro da ogni pregiudizio e ancor più da alcuna condanna. Motivati dalla fede cristiana, preghiamo per tutte coloro che si trovino in questa triste situazione e, per il nostro specifico, organizziamo annualmente la santa Messa per la benedizione dei bambini non nati e altri eventi, per promuovere la cultura e la difesa della Vita, dal concepimento alla morte naturale.
Carlo Moltisanti
