Dalle Parrocchie

Pubblicato il 30 Marzo 2026 | di Mario Cascone

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Il venerdì Santo ad Acate

Imponente ad Acate è la celebrazione del venerdì santo, che occupa l’intera giornata. Alle 11 del mattino comincia dalla chiesa madre la processione col simulacro del Cristo carico della croce, accompagnata con vero decoro dai soci dell’Azione Cattolica, dai bambini del catechismo e da una impressionante folla di fedeli. Lungo il percorso viene rivissuto il delicato gesto della Veronica (impersonata da una bambina), che asciuga il volto a Gesù con un candido lino. Ai quattro canti il momento più commovente: l’incontro del simulacro di Gesù con quello della Madonna Addolorata, la cui processione era partita in contemporanea dalla chiesa del Carmelo, accompagnata dalle pie donne. Non è esagerato affermare che, al vedere questo pietoso incontro che si svolge in un assoluto silenzio, quasi tutti i presenti versano qualche lacrimuccia di commozione. Giunto al Calvario, il simulacro del Cristo viene spogliato delle vesti e inchiodato alla croce, mentre quello dell’Addolorata viene posto ai piedi della croce. La mattinata è chiusa dalla predica sulla passione e morte del Signore, che è seguita da numerosissimi fedeli. Nel pomeriggio, dopo l’azione liturgica “In passione Domini”, durante la quale si fa l’adorazione della croce (“U vasacruci”), una via crucis si  snoda per le vie del centro storico dalla chiesa madre al Calvario. Qui, nella tarda serata, moltissime persone hanno assistono alla sacra rappresentazione de “I setti parti”, che viene interpretata da bravi attori locali. Il testo recitato è, da oltre cento anni, quello del marchese Ricca, che è imperniato sulla disputa tra i nemici di Gesù (Misandro e Nizech), che vorrebbero ancora infierire sul corpo esangue del Crocifisso, e gli amici del Signore (Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea), che invece vogliono dare dignitosa sepoltura al Cristo morto. Protagonista assoluta del dramma sacro è la Madonna addolorata, che con le sue lacrime e il suo grido di dolore strazia i cuori di tutti i presenti e che alla fine, nella commovente scena della Pietà, si vede porre tra le braccia il corpo del Crocifisso. Dopo la drammatizzazione un’ultima processione chiude  l’intensa giornata: quella col simulacro del Cristo morto, posto nell’urna e del simulacro di Maria addolorata. Percorrendo quasi per intero il centralissimo corso Indipendenza, questa processione, seguita dai fedeli che recano le “sciaccare” (lampioncini costruiti artigianalmente), si chiude nella chiesa della Madonna del Carmelo, dove i simulacri vengono abitualmente conservati.


Autore

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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