Vita Cristiana

Pubblicato il 25 Settembre 2026 | di Redazione

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I frutti della 76ª Settimana Liturgica Nazionale

Dal 24 al 27 agosto, l’Arcidiocesi di Catania ha ospitato la 76ª Settimana Liturgica Nazionale, un appuntamento di notevole importanza, al quale il nostro Ufficio Liturgico Diocesano ha partecipato guidato dal vescovo Giuseppe e dal direttore don Mario Modica.

Il tema centrale su cui ci si è interrogati – «Una Chiesa che genera. Liturgia e iniziazione cristiana» – ha invitato ad affrontare una sfida cruciale per la Chiesa di oggi. Prima, durante e dopo ogni tappa dell’iniziazione cristiana, vi è infatti un agire rituale che ci chiama a pensare e costruire un nuovo modello catechistico, più conforme al tempo storico ed ecclesiale che stiamo vivendo, pur senza snaturare o annacquare il contenuto della fede celebrato nella liturgia. In questa prospettiva, il cammino d’iniziazione non può prescindere dal contesto comunitario e dalla Liturgia vissuta come esperienza rigeneratrice: la Chiesa si pone come madre che genera, attraverso il rito e la parola, nuovi figli capaci di vivere la fede in pienezza.

A dar luce ai lavori è giunto il saluto del Santo Padre mediante il Cardinale Pietro Parolin, il quale ha ricordato che nella liturgia il mistero di Cristo ci raggiunge e ci trasforma, sottolineando – in continuità con le recenti catechesi di Leone XIV sulla Sacrosantum Concilium – come i riti non siano un semplice rivestimento esteriore del sacramento, bensì la mediazione ecclesiale attraverso cui riceviamo i doni di Dio.

Fin dalla preghiera d’inizio, S.E. Mons. Claudio Maniago, presidente del CAL, ha chiarito che l’obiettivo dell’iniziazione non è semplicemente il sacramento da celebrare, ma la vita cristiana che nasce dal sacramento celebrato. Concetto ripreso dal Prof. Lonardo, che nella sua prolusione ha riportato l’attenzione sulla liturgia non solo come culmen, ma anche come fons, ovvero sorgente da cui scaturisce la fede (cf. SC 10).

Tra le relazioni, il Prof. Cosentino ha ribadito che la liturgia è principalmente azione di Dio, sottraendola a ogni rischio di creatività individuale, mentre il Prof. Muroni ha ricordato come attraverso la Parola, i sacramenti e il linguaggio rituale veniamo condotti dentro il mistero. Per questo ha parlato della necessità di «rialfabetizzarci ai segni», perché questi tornino a essere capaci di “parlare” senza essere sommersi dalle nostre spiegazioni. Ancora, don Alberto Giardina, direttore dell’Ufficio Liturgico della CEI, ha ricordato che è il rito a plasmare lo stile del credente e a lasciare una forma in chi lo vive. Successivamente, la Prof.ssa Valeria Trapani ha richiamato la necessità di non razionalizzare continuamente la liturgia attraverso spiegazioni che rischiano di sostituirsi all’esperienza rituale, in quanto la celebrazione liturgica ha già una sua dimensione educativa alla quale la catechesi deve condurre.

A conclusione della settimana è emersa una consapevolezza chiara: non possiamo più considerare la liturgia come una mera aggiunta al catechismo. È, infatti, la celebrazione stessa a introdurci nel mistero di Cristo e a rinnovare la nostra vita ecclesiale. Pertanto, come Chiesa chiamata a generare alla vita in Cristo, siamo indotti a metterci in discussione e ad avviare una riflessione teologica che si traduca in prassi pastorale, affinché la comunità ecclesiale e la celebrazione liturgica possano tornare ad avere un ruolo centrale nei nostri percorsi di iniziazione cristiana.

Riccardo Spatola

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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