Far rispettare le regole: passaggio necessario ma non più sufficiente
Tre gli aspetti su cui, al rientro da Berlino, punta la Coldiretti per dare nuovo slancio alle produzioni agricole. Si tratta di soluzioni più volte dibattute ma rimaste per molti aspetti ancora sulla carta: maggiore organizzazione fra produzione e commercio; promozione coordinata ed efficace; più forte attenzione politica alle regole da far rispettare oltre che versi i trattati europei che (dicono i produttori), lasciano troppo spazio all’entrata di prodotti dal resto del mondo.
Le grandi importazioni, insistono i coltivatori diretti e cooperazione, sono un «fenomeno indubbiamente spinto dagli accordi che favoriscono le importazioni come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi».
Accordi che vanno per traverso agli agricoltori anche «perché nei paesi di origine è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera».
