La Torre si La Torre no: si riaccendono le polemiche sul nome dell’aeroporto
Sembrava che la problematica si fosse assopita ed invece ci siamo ricreduti perché il fuoco covava sotto la cenere: si è riaperto il dibattito sulla intitolazione dell’ “aeroporto degli iblei”, adesso si dovrebbe ritornare al “Pio La Torre”.
Premettiamo che per noi è un “non problema”, l’avioscalo comisano ha infatti bisogno di tutt’altre attenzioni piuttosto che di sterili diatribe su come chiamarlo, e le attenzioni vanno dall’intraprendere gli opportuni interventi per favorire l’aumento del flusso dei passeggeri che certamente non può continuare ad evolversi con il “modesto” incremento di oggi, e poi c’è logicamente la necessità di ampliare le offerte dei voli , dei vettori, cioè delle compagnie aeree. In atto com’è noto la fa da “padrone” la Ryanair ( e meno male che c’è ) , ma il futuro dell’aeroporto non è certamente e solamente legato a questa compagnia, e poi ancora ci sono i disagi legati ai collegamenti soprattutto la viabilità , l’ accesso alla struttura in pratica dalle varie zone limitrofe: Vittoria, Comiso, i paesi dell’altopiano, Ragusa.
Da quest’ultima località, ad esempio, ci si impiega per raggiungerla come minimo 35 minuti – il “Bellini” di Catania ( anche questo ha modificato il vecchio nome Fontanarossa ) è distante appena 50 minuti in più e lo sarà ancora meno se si realizza la sospirata autostrada.
Insomma a nostro avviso quelli delle stanze dei bottoni piuttosto che impantanarsi su poco importanti problemi come “La Torre si La Torre no”, dovrebbero dirigere i propri sforzi per far decollare davvero questa struttura vitale per il nostro territorio e per putto il sud ovest dell’isola, vitale per le prospettive occupazionali, per lo sviluppo economico e turistico, per proiettare questo habitat ibleo al di la degli stretti confini provinciali, regionali e nazionali.
