Politica

Pubblicato il 4 Febbraio 2025 | di Vito Piruzza

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Verità, democrazia e libertà

Abbiamo oramai fatto l’abitudine a una certa “disinvoltura” nelle campagne elettorali in cui è diventata prassi consolidata promettere provvedimenti palesemente irrealizzabili se analizzati con un briciolo di aderenza alla realtà, scherzando con gli amici infatti sono solito dire che per spiazzare tutti oramai un programma elettorale dovrebbe promettere “la felicità in terra e il paradiso nell’aldilà”…

Ma non è sempre stato così! Quando la politica per prima cosa era sottoposta al vaglio critico della coscienza di chi la faceva, esistevano grandi leader che raccomandavano “Cercate di promettere di meno di quello che pensate di realizzare se vinceste le elezioni” (Alcide De Gasperi) … e le elezioni le vinceva lo stesso senza mettere a repentaglio il principio di lealtà tra candidato ed elettore che costituisce la base di una rappresentanza stabile!

Non è a mio avviso un caso se c’è un’enorme volatilità elettorale, e non può certo essere addebitata alla volubilità dei cittadini elettori se tra ciò che si afferma in campagna elettorale e ciò che si realizza esiste un baratro!

Comunque da un bel po’ di lustri la coscienza sociale sembra avere concesso una certa “tolleranza” concedendo ai politici uno scivolamento nell’imbonimento in occasione delle campagne elettorali; in fondo si tratta di un periodo di propaganda, si tratta di delineare una prospettiva di speranza per gli elettori… pazienza se la realizzazione è praticamente impossibile per vincoli di bilancio, per rispetto di normative sopranazionali o semplicemente per rispetto di principi di democrazia!

Ma si sa quando le maglie si allargano non è mai semplice contenere lo svilimento dei princìpi e oggi assistiamo allo stravolgimento di qualsiasi regola, dall’esagerazione nelle promesse si è passati senza nessun pudore alla riscrittura della storia ed ecco infatti la leader di Afd il partito di estrema destra tedesco che intervistata da Elon Musk, improvvisatosi per l’occasione giornalista (senza credo avere la minima idea dei vincoli etici connessi con questa professione …), dichiarare «Definire Hitler di destra è stato un grave errore: era un comunista; nazionalizzò le imprese…».

E la manipolazione della realtà non si limita più al periodo elettorale, ma diventa permanente! Quando un cittadino americano, veterano dell’esercito congedato con onore con il grado di sergente, laureato alla Georgia State University compie a fine anno un atroce attentato a New Orleans falciando decine di persone il “presidente eletto” Trump (che quindi non avrebbe più nessuna esigenza di captazione di voti) dichiara: «Ho detto che i criminali che arrivano sono molto peggiori di quelli che abbiamo nel Paese e si è rivelato vero».

Anche non volendo scomodare principi molto alti che però appartengono solo a una parte della società (che ahimè percepisco sempre più minoritaria), intendo coloro che ancora credono che “la Verità rende liberi”, non c’è dubbio che una democrazia non può alimentarsi di manipolazioni e falsità, questo mina la base stessa del principio di corretta acquisizione del consenso dei cittadini elettori, specie se poi il veicolo di diffusione di queste “deroghe alla verità” nelle mani di pochi grandi magnati non precostituisce alcun filtro nella divulgazione.

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