Mediterranea, una comunità unita dal lavoro che parla
Una visita del Vescovo in azienda è sempre occasione di sorrisi e strette di mano ma anche momento per trattare di temi economici, non come si trattano nei talkshow televisivi, ma a partire dalla fatica di rendere concreti, giorno per giorno, l’attenzione per le persone ed il loro lavoro, la dignità e la cura, la produzione e la legalità, il benessere condiviso. Fatica che ha strettamente a che fare con il vasto pensiero della dottrina sociale che ambisce ad orientare la vita, anche economica, delle persone e delle comunità.
La visita è occasione per esprime vicinanza e attenzione per questa fatica e per conoscere l’estrosa creatività degli imprenditori nel coniugare valori e regole, profitto e umanità, Vangelo e dottrina economica. Con tanto senso di responsabilità. Su questo tema si snoda la visita del Vescovo Giuseppe a La Mediterranea, l’azienda florovivaistica di Acate di Francesco, Paola e Piero Gurrieri, a partire dal saluto di benvenuto: «Quella che il Papa chiama speranza, in occasione del Giubileo, tradotta più laicamente è il senso di responsabilità. Mi piace mettere in luce il senso di responsabilità che tutti noi dentro l’azienda abbiamo, nei confronti del lavoro, ma anche nelle relazioni e nel vivere e confrontarsi con donne e uomini spesso diversi da noi, per culture e diversità religiose». È stata Paola Gurrieri a descrivere le modalità con le quali l’azienda coniuga la responsabilità. Citando innanzitutto tutti i collaboratori più significativi, italiani, pakistani, tunisini albanesi, senegalesi, polacchi, ognuno portatore di una storia unica: chi è diventato papà di una bambina e vive qui con la moglie e la bambina; chi si è sposato a distanza con una video chiamata e i compagni di lavoro a fare da testimoni; chi chiama i colleghi “i miei ragazzi”; chi coordina il lavoro sulle piante madri o prepara i terreni, mette le reti e le manichette; chi è un tuttofare occupandosi del ritiro delle scatole, della raccolta e pure dello stoccaggio dei fiori nelle celle frigo; una comunità solidale che lavora con senso di responsabilità. L’azienda si impegna in numerose campagne sociali a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori: prima fra tutte quella sulla prevenzione delle malattie che ha portato in azienda primari e medici oncologici con l’intento di «ricordare a donne e uomini stranieri e italiani che aver cura di noi stessi è un nostro preciso dovere, e che in Italia la salute è un diritto». La mostra sulle Madri della Costituzione è stato momento di condivisione con tutti i collaboratori delle radici della storia italiana «per avere in mano degli strumenti per interpretare il mondo che abitiamo e non avere paura di una realtà sempre più diversa». La panchina rossa, in occasione della Giornata per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, e i selfie che tutti, dai dipendenti al sindaco, si son fatti sorridendo, ha avuto un significato forte; sottolinea l’imprenditrice: «Abbiamo avuto il coraggio di schierarci e definirci su un tema così importante come quello della violenza sulle donne; e se è fatto in un’azienda si sente di più perché è una comunità unita dal lavoro che parla».
Lungo i filari delle serre monsignor Giuseppe La Placa si è interessato al fascino della produzione floricola che Franco Gurrieri, con l’arte e la passione agronoma che gli è propria, ha minuziosamente descritto; ma ha voluto rilanciare il tema della responsabilità per fare appello a tutte le imprese: «Responsabilità è essere e continuare ad essere aperti al dialogo; dialogo con i lavoratori di un’azienda ma anche con gli imprenditori che vedono in tutti i loro collaboratori non uno strumento ma il valore stesso dell’azienda. Il Vangelo, incarnato nella vita sociale e produttiva dell’impresa, è e sarà segno concreto di speranza a partire da questo anno giubilare».
