Vita Cristiana

Pubblicato il 24 Aprile 2025 | di Giovanni Epaminonda

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Cosa accade dopo la morte del Pontefice?

Con la morte del Papa, la Chiesa entra in uno stato particolare detto Sede vacante, durante il quale tutto è sospeso ad eccezione dell’ordinaria amministrazione. Questo non è solo un momento di grande dolore per la Chiesa cattolica, ma anche l’inizio di un vetusto processo, regolato da riti, norme e protocolli che si tramandano da secoli. Il cerimoniale è un insieme di norme previste dalla seconda edizione dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, che proprio Papa Francesco ha rivisto il 29 aprile 2024, snellendo di fatto alcune delle procedure e delle prassi dell’ultimo saluto al Papa. Sono previste tre stazioni ossia i momenti che scandiscono a partire dal decesso, alla traslazione e per finire alla tumulazione del Pontefice. La prima stazione è quindi il primo atto ufficiale, la constatazione della morte da parte del Camerlengo, il cardinale a cui spetta gestire la transizione. La prassi vuole che egli chiama il Papa per nome più volte e in mancanza di risposta ne certifica la morte. Anticamente invece colpiva lievemente la fronte del Papa con un martelletto d’argento, pratica oggi sostituita dall’accertamento da parte di un medico legale. Si procede poi all’annullamento dell’anello del pescatore, che viene consegnato al Papa all’inizio del ministero Petrino e che deve essere distrutto o per lo meno annullato. Il Camerlengo provvede inoltre a notificare la morte al cardinale decano, al corpo diplomatico ed avvisare attraverso un annuncio pubblico la cittadinanza. E’ qui che la campana grande della Basilica di San Pietro, di tutte le Basiliche e di tutte le chiese di Roma suonano a lutto e le bandiere Vaticane vengono issate a mezz’asta. Quindi il pontefice viene rivestito con una casula rossa, colore liturgico proprio del martirio, che simboleggia il suo ruolo di successore di San Pietro, il quale fu martire e ricorda inoltre il sacrificio di Cristo e il suo legame con il sangue dei martiri. Viene poi ricomposto nella cassa di legno, novità apportata da Papa Francesco, in quanto, i suoi predecessori venivano prima esposti su un catafalco e solo qualche ora prima del funerale venivano sepolti nelle tre casse, quella di cipresso, quella di piombo ed infine quella di rovere. Subito dopo il Camerlengo appone i sigilli sugli appartamenti papali e successivamente si organizzano i solenni funerali che si svolgono generalmente tra il quarto e il sesto giorno dopo la morte dando il tempo ai cardinali, ai fedeli e ai capi di stato di raggiungere la città di Roma. La seconda stazione prevede la traslazione della cassa contenente il Papa defunto, dall’appartamento pontificio, alla Basilica di San Pietro, con la bara aperta adagiata in modo da permettere la vista del pontefice defunto, anche questa novità apportata da Papa Francesco, in quanto prima il feretro veniva traslato nel palazzo Apostolico dove veniva esposto al saluto di chi vive in Vaticano, di autorità, di vescovi e cardinali, poi portato in Basilica con il corpo adagiato sopra una portantina e posto su un catafalco ai piedi dell’altare della Confessione. La terza stazione è quella della tumulazione, la sepoltura avviene tradizionalmente nelle grotte vaticane sotto la Basilica di San Pietro, anche se Papa Francesco ha invece scelto di essere sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, accanto all’altare Papale della Salus Populi Romani, il quadro della Beata Vergine Maria a cui il Santo Padre era molto devoto. L’ultimo Papa che venne sepolto fuori dal Vaticano fu Leone XIII nel 1903 che venne tumulato nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Concluso il rito funebre, inizieranno per la chiesa universale i Novendiali, ossia nove giorni nei quali saranno celebrate Sante Messe in suffragio per il pontefice defunto, a cui ogni giorno si susseguiranno diversi i gruppi chiamati ad elevare la preghiera di suffragio.

Ruolo importante è quello del Collegio Cardinalizio che ha il compito decisionale e di regia nell’esecuzione dei riti. Dalla morte del Papa infatti si susseguono diverse riunioni delle cosiddette congregazioni generali a cui partecipano tutti i cardinali, anche quelli ultraottantenni che invece non parteciperanno al Conclave. Il collegio è l’organo che ha il compito di fissare le date dei solenni funerali e dell’inizio del Conclave, segnato dalla celebrazione della Messa “Pro eligendo Romano Pontifice”, che sarà presieduta da S.E. Mons. Giovanni Battista Re, decano del collegio. Nello stesso pomeriggio, la processione dei cardinali verso la Cappella Sistina, dove presteranno giuramento sul libro dei Vangeli, quindi la frase “extra omnes” ossia tutti fuori,  da parte dell’arcivescovo Mons. Diego Giovanni Ravelli, Maestro delle Cerimonie Pontificie, che inizierà di fatto la discussione e le fasi di voto per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

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Autore

Nato a Comiso l'1 settembre 1986, dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e perito tecnico commerciale all'istituto Carducci di Comiso, si è laureato in Giurisprudenza, corso di laurea in Scienze della Pubblica Amministrazione ed è attualmente iscritto alla magistrale di Scienze Politiche. Dal dicembre 2017 fa parte dell'ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Ragusa come referente del vicariato di Comiso. E' tra i fondatori della confraternita Sant'Antonio di Padova in Comiso e del gruppo Madonna dello Scoglio presso il santuario diocesano Maria SS di Gulfi



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