Doppio anniversario per la Sacra Famiglia
La chiesa e l’annesso convento della Sacra Famiglia a Ragusa celebrano in quest’anno un doppio anniversario.
Sono infatti trascorsi sessantacinque anni dalla erezione a parrocchia della chiesa di via Archimede (2 agosto 1960) ed anche 120 anni dalla fondazione del convento, i cui lavori iniziarono il giorno di Natale del 1905 su un terreno donato dalla famiglia Boscarino che già l’anno prima aveva ospitato un piccolo gruppo di frati in una loro villetta di contrada Pendente, non distante da dove poi sarebbe sorta la chiesa per come la vediamo noi oggi.
Una vicenda storica, quella della Sacra Famiglia, assai intricata. In quell’ormai lontano 1905, infatti, venne avviata la costruzione del convento dai frati Cappuccini, annesso alla già esistente chiesa, i cui lavori erano stati avviati pochi anni prima, il 17 aprile del 1898, per iniziativa dei fratelli Emanuele e Salvatore Vitale, che avevano affidato il progetto del tempio all’ingegnere ragusano Filipponeri Nicita. Però, quel tempio dedicato a Gesù e ai suoi genitori non era mai stato completato, verosimilmente per carenza di denaro e soprattutto perché negli anni successivi erano morti i fratelli Vitale.
La costruzione del convento fece da volano per il completamento della chiesa, che fu dotata finalmente di un tetto (anche leggermene sopraelevato per dare aria alla mono navata) e di un pavimento, rendendola fruibile e sin da allora molto frequentata. L’erezione a Parrocchia nel 1960 (a dieci anni dalla erezione della Diocesi di Ragusa staccatasi dall’Arcidiocesi di Siracusa) su iniziativa del vescovo monsignor Francesco Pennisi era un giusto riconoscimento per la chiesa e i monaci francescani, che si adoperavano per la loro missione in un quartiere che era allora estrema periferia della città. Nel 1960 venne anche ampliato il già citato convento con altre sale, nuove funzioni rivolte al quartiere (a partire dall’asilo nido, condotto con metodi innovati e molto apprezzati dalle sorelle Lina e Giovanna Tribastone) e l’arrivo di nuovi monaci facenti parte della “Provincia dei frati minori Cappuccini di Siracusa”.
Ma non solo. Anche la presenza dei Cappuccini era stata caratterizzata da dinamiche non lineari. Gli eredi di San Francesco avevano infatti vissuto nel convento di via Archimede fino al 1951. In quell’anno decisero di fare ritorno al convento primitivo, quello dedicato al patrono d’Italia nella Piazza Cappuccini, nel quartiere omonimo, che nel frattempo era stato liberato dalla struttura carceraria (risalente al 1866) dal momento che la nuova casa circondariale di Ragusa era stata costruita, e per pura casualità, in via Di Vittorio, molto vicina alla chiesa e convento della Sacra Famiglia.
Tra il 1951 e il 1959 il convento fu chiuso, ma non la chiesa, che garantiva la Santa Messa officiata da un sacerdote, ancorché la sola domenica. Nel 1959 tornano i monaci col saio marrone, rappresentati da Padre Gregorio Lanteri da Palazzolo. E nell’estate di 65 anni fa cambia tutto. Quanto era cambiato ancora di più era il quartiere tutto intorno. Se nel 1898 – all’avvio dei lavori di edificazione della Chiesa – si trattava di aperta campagna, a poche decine di metri dalla linea ferrata (la stazione di Ragusa superiore era stata aperta nel 1893) fu proprio alla fine del diciannovesimo secolo che tutto attorno alla Sacra Famiglia e a qualche villino di villeggiatura iniziò a sorgere un quartiere. Merito dei “picialuori”, ovvero i lavoratori delle cave e miniere di asfalto di contrada Tabuna, poche centinaia di metri dalla chiesa. Quel tempio iniziò ad essere frequentato dai lavoratori che estraevano quella che per i ragusani di allora e di oggi è la “pietra pece”. Furono loro i primi a costruire in quella zona la casa, di norma piccoli alloggi mono o bifamiliari.
Una crescita continua, che divenne irrefrenabile nel secondo dopoguerra, quando il quartiere si addossò alla linea ferrata fino all’incrocio con la via Carducci e poi lungo la via di Vittorio fino alla Croce. E poi gli anni Settanta, con la costruzione di tantissimi grandi palazzi nella zona di via Stesicoro, via Sofocle, via Esperanto e via Ercolano che cambiarono l’aspetto anche sociale del quartiere, da popolare diventato medio borghese.
La chiesa della Sacra Famiglia come la vediamo noi oggi, con parroco Fra Giuseppe Pecorella coadiuvato da fra Evaristo Zavatteri e fra Vitorino Dos Santos Raffaele, è il frutto di numerosi interventi nel corso di questi ultimi sessant’anni. I sei altari laterali sono tutti arricchiti da statue e nell’altare principale fa bellissima mostra di sé un altorilievo in legno dello scultore Wilhelm Messner, di Ortisei, opera del 1971, quando prese il posto della tela settecentesca di uguale soggetto. Sotto quell’icona hanno celebrato messa tanti francescani, sin da quel lontano 1960. Alcuni sono rimasti nella storia, da Padre Anselmo a Padre Enrico e al già citato Padre Gregorio Lantieri, e fino a Padre Pietro Giarracca, attuale Provinciale dei Cappuccini di Sicilia.
