Venticinque anni di dono e misericordia
Le comunità parrocchiali di Monterosso, presso la chiesa di San Giovanni Battista, hanno celebrato il venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Innocenzo Mascali, alla presenza del Vescovo mons. Giuseppe La Placa, delle autorità, di Sacerdoti, Diaconi e laici.
«Oggi celebriamo un momento di profonda grande gioia e sincera gratitudine», ha esordito mons. La Placa.
Il Vescovo nel corso della sua omelia ha ribadito come la Parola di Dio ci aiuti a comprendere quanto grande sia il dono della vocazione e quanto prezioso sia il servizio del sacerdote nella vita della Chiesa. È proprio dall’esperienza viva di misericordia, ricevuta e donata, che nasce e si comprende anche la vocazione e la missione del sacerdote. Questa misericordia sostiene e alimenta la sua vita: prima di essere colui che annuncia il perdono, infatti, il sacerdote è colui che lo riceve. Prima di essere strumento della misericordia, è uno che si lascia raggiungere dalla misericordia di Dio. La sua vita rimane feconda solo se resta continuamente “collegata” a questa sorgente. È da questa intimità con il Signore che nasce la vera gioia del sacerdote: la gioia di sentirsi amato e perdonato da Dio e di poter condividere con gli altri la stessa misericordia. Solo una relazione viva con il Signore garantisce che la gioia del ministero sacerdotale non si affievolisca mai, protegge dal rischio di stanchezza interiore e impedisce di vivere il servizio come un peso anziché come un dono. Essa ci preserva dal diventare semplici funzionari del sacro e di lasciarci sopraffare dalla routine, dal disincanto o dalla solitudine del cuore.
«Carissimo padre Innocenzo che tu possa continuare – ha concluso il Vescovo – a essere luce per i tuoi fratelli e sorelle, testimone di fede e di amore, pastore compassionevole e guida sicura per tutti coloro che il Signore mette sul tuo cammino».
Don Innocenzo Mascali ha ringraziato il Vescovo, i fratelli presbiteri, diaconi, ministri, le Autorità gli amici e i compagni di strada. «Nel giorno dell’Eccomi, ringrazio il Signore per avermi insegnato a riconoscere i suoi passi nel quotidiano. Ho imparato che è la Vita, con le sue sorprese, a parlarmi e a toccarmi ancora con la carezza dell’Amore. In questi anni, la Parola, la Comunità e la Strada sono stati i miei maestri. La Parola mi ha spogliato dentro, scavando solchi di libertà. La Comunità mi ha costretto a fare i conti con la verità della mia povertà. La Strada mi ha consumato le scarpe, insegnandomi che non si è mai arrivati: si è sempre in cammino. In questo andare, mi sono nutrito di un Pane spezzato che si fa carne e di una Parola che si fa bussola e ferita: l’uno mi ha insegnato la grammatica del dono, l’altra lo stupore di una Voce sempre nuova».
Infine don Innocenzo ha ringraziato le comunità di Vittoria, Ragusa, Comiso, San Giacomo e Monterosso che lo hanno accolto negli anni del suo servizio, gli Scout, l’Azione Cattolica, il CSI e gli Uffici Diocesani, «laboratori di umanità dove ho imparato che il Vangelo cammina sulle gambe degli uomini. Amici e collaboratori, siete stati voi il mio dono più grande».
Dopo la celebrazione eucaristica si è tenuto un conviviale presso la sala “Chiara Luce Badano”.
