Vittoria si prepara al Presepe Vivente
La comunità parrocchiale di Santa Maria Goretti, a Vittoria, è pronta ad accogliere il tradizionale Presepe Vivente, un appuntamento molto atteso che anche quest’anno unirà fede, tradizione e un forte spirito comunitario. Le date previste sono il 25, 26, 27 e 28 dicembre 2025 e il 1°, 4 e 6 gennaio 2026.
Prima dell’apertura del Presepe Vivente, in alcune date selezionate, verrà proposta la Sacra Rappresentazione della Natività, un momento suggestivo in cui un gruppo di parrocchiani racconterà il Vangelo della nascita di Gesù. Non si tratta di attori professionisti, ma di fedeli che desiderano evangelizzare attraverso la bellezza della scena sacra.
La rappresentazione si terrà solo nelle giornate del 25 dicembre, 1° gennaio e 6 gennaio, alle ore 20:00. Subito dopo, verrà aperto il percorso del Presepe Vivente.
Nelle serate in cui non è prevista la Sacra Rappresentazione (26, 27, 28 dicembre e 4 gennaio), il Presepe Vivente sarà visitabile dalle 19:00 alle 22:00.
Quest’anno l’allestimento punta a ricreare in modo fedele la Palestina del tempo di Gesù, con scenografie curate, costumi ispirati all’epoca e ambienti che trasporteranno i visitatori nella quotidianità dei villaggi di oltre duemila anni fa. È il risultato di un lavoro costante e appassionato: da mesi, infatti, decine di volontari si incontrano ogni sera per realizzare strutture, preparare costumi e curare ogni dettaglio del percorso.
Il Presepe Vivente si snoderà tra botteghe artigiane, scene di vita quotidiana e luoghi simbolici che culminano nella grotta della Natività, cuore spirituale e scenografico dell’intera rappresentazione.
La parrocchia invita tutta la cittadinanza di Vittoria e i visitatori provenienti dai comuni vicini a partecipare a questo appuntamento che, anno dopo anno, si conferma un forte punto di riferimento per vivere il mistero del Natale.
Quest’edizione promette di essere un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di parlare al cuore attraverso la fede, la tradizione e l’impegno di un’intera comunità.
Luca Iabichella
