Dormire davanti al Palazzo della Provincia
Confesso di aver avuto notevoli difficoltà a scattare queste foto. Mi sono sentito un ladro, un ladro di intimità. In fondo, stavo fotografando un uomo che dorme, nella sua più ristretta sfera personale, nel suo letto, nel suo nido. Potremmo dire nella sua “casa”.
Poco rileva il fatto che quell’uomo stava dormendo in un luogo pubblico, che più pubblico non si può: l’androne di ingresso al Palazzo della Provincia, in viale del Fante a Ragusa.
Proprio così. Nel centro del centro della città, a tre passi dalla porta d’ingresso agli uffici che finalmente dopo vent’anni vedono la presenza di un presidente eletto, ebbene, in quell’angolo di marmo e travertino da tre mesi dorme un uomo.
Viene dall’Africa sub-sahariana. Forse un nigeriano, o un ghanese. Dorme come fanno tutti i senza tetto del mondo occidentale: su un approntato giaciglio fatto di fogli di cartone, avvolto in un paio di pesanti coperte, vestito e col capo coperto.
Da poco prima di Natale scorso è così. Arriva la sera, si sistema, si addormenta e si risveglia l’indomani. Per i bisogni corporali utilizza il giardinetto dirimpetto al palazzo (per capirci, dov’è stato collocato il monumento ai caduti sul lavoro realizzato dal maestro Franco Cilia qualche anno fa), e per lavarsi usa l’alcol e il borotalco. Vestito in maniera semplice, povera, ma dignitosa, si sposta all’ingresso di un vicino supermercato per starci l’intera giornata, chiedendo l’elemosina.
Senza nemmeno la necessità di essere segnalato, considerato dove si trova il suo “letto”, è stato avvicinato dai Carabinieri, che con fare altamente professionale hanno verificato essere tutto in regola sul piano dei documenti e del permesso di soggiorno. I militari hanno anche procurato un alloggio al senza-tetto. Una stanza in un albergo cittadino che accoglie, grazie a convenzioni con enti pubblici, i richiedenti asilo.
Ma il “nostro” ha rifiutato. Preferisce dormire all’addiaccio, all’ingresso del Palazzo della Provincia. Non se ne conoscono i motivi.
Non è la prima volta che anche a Ragusa, la ricca e civilissima Ragusa si notano senza-tetto dormire in improvvisati giacigli. Pare che siano numerosi quelli che hanno scelto di dormire sotto il cavalcavia di via Epicarmo, dove fino a poco tempo fa era la stazione degli autobus, come anche nel primo livello del parcheggio sotterraneo di Piazza Gramsci. Ma dormire davanti un “palazzo del potere”, comunque un luogo pubblico, istituzionale, non lo ricordavo, ed io ho memoria assai lunga. Non necessariamente un segnale dei tempi, ma certamente un segnale. Come un segnale che dev’essere riferito è quello che proviene dai dipendenti della Provincia (oggi si chiama Libero Consorzio tra i Comuni) che si sono sempre mostrati non solo disponibili, ma anche molto ospitali nei confronti del nostro fratello africano.
