Una veglia di preghiera diocesana per le vocazioni
Venerdì 8 maggio alle ore 20:30 a S. Croce Camerina, in Chiesa Madre, laici e consacrati, famiglie, giovani e adulti provenienti da tutta la Diocesi di Ragusa si sono ritrovati per pregare insieme per le vocazioni.
Una veglia organizzata dal Centro Diocesano Vocazioni, caratterizzata da momenti di silenzioso ed individuale discernimento e di condivisione, nella quella ciascuno dei presenti, in veste sia di testimone che di protagonista, ha pregato per sé e per la comunità di Dio.
Canti, sottofondi musicali, letture ed invocazioni hanno abbellito lo scenario di un’assemblea riunita in ascolto, meditazione e preghiera, sotto la presenza dello Spirito Santo.
Tre i verbi estrapolati dal messaggio di Papa Leone XIV in occasione della 63a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, letto da Suor Salvatrice delle Suore Francescane del Vangelo e oggetto della Veglia: fermarsi, ascoltare e affidarsi.
È stata suor Sangeeta del Sacro Cuore di Gesù di Ragusa, una ragazza indiana di 31 anni, con la sua testimonianza, raccontando la sua storia, soffermandosi sulla risposta ad una così particolare chiamata, decisa con cuore palpitante per sentimenti ed emozioni contrastanti, a far emergere l’importanza del fermarsi, del rientrare nel proprio cuore e del trovare l’immagine di quel Dio Creatore, che abita nell’interiorità di ogni uomo.
Ma per percorrere il cammino verso la Santità sono fondamentali sia la corretta lettura della Sacra Scrittura, come si evince da alcuni cenni dell’Omelia di San Giovanni di Sarug dove si sottolinea che la Parola va amata, sia l’importanza dell’ascolto di testimonianze ed esperienze vissute da coloro che hanno cercato di curare la propria spiritualità. Ecco perché don Giovanni Piccione, Direttore dell’Ufficio per la pastorale del turismo e dello sport e del Centro Diocesano Vocazioni, nell’omelia relativa al Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8) ha evidenziato come l’ascolto aiuti a riscoprire il modo in cui Dio si rivela nella vita degli uomini, nella loro interiorità: lasciandosi accompagnare da Lui e da quell’amore che crea un legame indissolubile, è possibile trasformare quella di ciascuno in una spiritualità nuova ed un’interiorità non superficiale.
Una breve adorazione eucaristica, poi, ha permesso ai fedeli di entrare in silenzioso dialogo con Dio, in totale contemplazione ed affidamento, e di scoprire il dono di se stessi.
Un’ ultima riflessione al messaggio di Papa Leone XIV ha fatto comprendere come ogni vocazione sia un immenso dono per la Chiesa e per chi l’accoglie con gioia e che conoscere il Signore significhi imparare a fidarsi di Lui e della Sua Provvidenza: questo sovrabbonda in ogni vocazione.
Venerdì sera una grande famiglia, riunita nella fede, ha vissuto sia momenti di grande ricchezza spirituale, sia di condivisione fraterna, sperimentando un po’ di quell’immenso Amore che Dio ha per i suoi figli e, grata, ha rivolto una preghiera ed un pensiero alle undici suore che l’indomani avrebbero fatto la professione perpetua.
