Società

Pubblicato il 18 Dicembre 2013 | di Giuseppe Nativo

Tutti a scuola, a “pedibus”

Prima la fase della progettazione, poi quella della realizzazione. Si tratta dell’iniziativa “Pedibus Ragusa” attivata nel capoluogo ibleo sin dalla prima decade di dicembre e, in questi giorni, in fase di piena attuazione.

L’idea, nata dalla lungimiranza dell’architetto Vincenzo Occhipinti (promotore della nascita del comitato “Pedibus Ragusa”) e del dottore Ernesto Turlà (membro del comitato), trae spunto da un progetto nato in Danimarca negli anni Novanta con l’obiettivo di promuovere l’esercizio fisico nei ragazzi in età scolastica. Diffuso prima nel nord Europa e negli Stati Uniti d’America, il suo sviluppo è in rapida evoluzione ormai anche in Italia.

E’ un ottimo esempio di mobilità alternativa in quanto permette ai bambini di muoversi in sicurezza per strada, conoscere il proprio quartiere e, soprattutto, socializzare. Altro grande pregio del “Pedibus” è il contribuire al decongestionamento del traffico veicolare e, di conseguenza, alla riduzione dell’inquinamento ambientale. In sostanza si tratta di una “carovana” urbana con due o più tutor che accompagnano i bambini nel tragitto da casa a scuola (e ritorno).

Le scuole che hanno aderito alla lodevole iniziativa sono: il Circolo Didattico Palazzello, Paolo Vetri/Cesare Battisti e Mariele Ventre. Quest’ultimo istituto è stato il secondo che ha aderito al progetto. C’è già stato un primo incontro organizzato dalle scuole con il personale docente e sono stati già distribuiti e raccolti i questionari al fine di sensibilizzare anche i genitori.

Ma in cosa consiste l’iniziativa? Abbiamo girato la domanda a Giuseppe Palazzolo, dirigente scolastico della Direzione Didattica Mariele Ventre.

“L’iniziativa nasce sull’esempio già realizzato in tante città del nord e, in Sicilia, a Messina e, recentemente, in territorio etneo. Con il “pedibus” gli alunni della primaria vengono a scuola a piedi, come se prendessero un autobus che, però, consiste solo in una corda, dove sono segnati i loro “posti”, alla quale i bambini debbono affiancarsi, controllati da tutor volontari adulti. Il percorso praticato prevede delle “fermate” e degli orari molto rigidi, attraversando le zone nelle quali abitano i piccoli passeggeri che si aggregano man mano, fino ad arrivare a scuola. I vigili urbani fanno un controllo preventivo della sicurezza delle zone attraversate, rimuovendo situazioni di rischio. I tutor/accompagnatori (per lo più genitori) si debbono alternare nel compito (in tal modo il loro impegno mensile è di sole due/tre volte). I vantaggi di questo progetto sono tanti: psico-fisico, ambientale, mobilità urbana, cultura (conoscenza del territorio), risparmio energetico e anti-stress”.

E da un punto di vista didattico?

“I tanti percorsi studiati da casa verso scuola e viceversa faranno crescere i bambini,  dando loro consapevolezza, attraverso l’esperienza, dei problemi legati al traffico automobilistico, del tempo risparmiato evitando di stare in coda la propria autovettura, delle regole di sicurezza per l’attraversamento pedonale. In sostanza, lezioni giornaliere di Educazione stradale, svolte piacevolmente “on the road”. Inoltre, particolarmente importante è l’aspetto socializzante e cooperativo che richiede la realizzazione del progetto”.

 

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Autore

Giuseppe Nativo

Pubblicista. Appassionato di storia locale. Nel 2004 ha pubblicato un libro sulla Inquisizione in Sicilia nel XVI secolo, con particolare riferimento alla Contea di Modica. Collabora a diverse testate cartacee e on line.



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