Pubblicato il 28 Gennaio 2014 | di Redazione

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L’attualità politica italiana, il messaggio del Papa per la 48ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Giorno della memoria, la cronaca e la vita delle diocesi: gli editoriali delle testate cattoliche

L’attualità politica italiana, la festa dei giornalisti (24 gennaio), il Giorno della memoria (27 gennaio), Papa Francesco, la cronaca locale e la vita delle diocesi… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

 

L’attualità politica italiana. “Torna la politica”; “Il bisogno di riforme e le logiche antiche”; “Accelerazione necessaria”; “Nuova legge, nuovi partiti”; “Il coraggio e la paura”… Sono alcuni titoli che ben sintetizzano l’attualità politica italiana, concentrata in questi giorni sul testo della riforma della legge elettorale, soprannominato “Italicum”, frutto dell’accordo siglato tra Renzi e Berlusconi. “La politica – commenta Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste) – si è rimessa in moto parlando di legge elettorale in modo concreto” e “il governo Letta è stato blindato almeno per il tempo (un anno) di fare le riforme della legge elettorale, del Senato e del titolo V della Costituzione”. Ora, afferma Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), “coltiviamo alcune speranze: intanto che la nuova legge elettorale veda rapidamente la luce, che a essa segua l’annunciata fine del bicameralismo perfetto e che si metta mano, con lo stesso quadro di riferimento, ad altre riforme attese da troppo tempo, a partire da quelle del mercato del lavoro, della Pubblica amministrazione e del sistema fiscale”. Per Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), “l’importante è che si proceda speditamente e venga tolto questo macigno che ha bloccato finora la via delle riforme e si pensi ai veri problemi che non sono risolvibili attraverso una legge elettorale”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), s’interroga: “Che succederà ora? Se la legge passerà, quale sarà il destino del governo Letta? Rimpasto? Letta bis? Forse, Renzi permettendo. Nella speranza non si lasci prendere dalla sindrome di onnipotenza”. Intanto, annota Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), “si apre il dibattito in aula, mentre Grillo annuncia una proposta alternativa entro febbraio; ma molti auspicano che sia già tutto chiuso in settimana”. Anche perché, annota Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), dopo la “riforma elettorale” con “Impegno 2014” proposto dal premier Letta “si dovrebbe avviare la stagione della crescita”. Secondo Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino), “dalla ribalta giungono molti messaggi e buone intuizioni e tante parole, forse troppe, col rischio di cadere nel vuoto”, mentre “gli italiani hanno bisogno di fiducia”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), auspica che l’Italia “torni a essere un Paese normale, anche grazie a una legge elettorale migliore e al pacchetto di riforme istituzionali annunciato”. Altrimenti si condanna “l’Italia a tenersi quel che c’è”. In questi giorni, si legge sull’Ora del Salento (Lecce), “si è messo in moto, finalmente, un impegno riformatore che si attendeva da tempo e che ci auguriamo produca i suoi frutti in tempi ragionevoli. È una speranza carica anche di aspettative morali, oltre che politiche”. L’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) vede “nell’immobilismo politico italiano dei segnali che qualcosa si sta muovendo”. Tenendo presente che “credere alla buona fede di chi vuole cambiare il Paese è un atto dovuto. Nutrire dei forti dubbi che ciò avvenga, parimenti, è lecito. E non per mancanza di fiducia, ma per semplice realismo”. Per Gente Veneta (Venezia), “le decisioni che stanno maturando in queste ore sono d’importanza capitale” e “il rischio è di restare privi del bene supremo offerto dalla democrazia: avere la certezza che coloro che inviamo in Parlamento siano politici che salvaguardino i nostri valori e la nostra visione della vita”. Secondo Silvano Esposito, direttore del Biellese (Biella), “non è scongiurato il rischio che la riforma elettorale possa arrivare senza che il sistema bicamerale venga rivisto”, per cui “oltre che sulle questioni di merito (per esempio il premio di maggioranza eccessivo o l’assenza di preferenze) è su questo aspetto che occorrerà misurare l’adeguatezza della riforma”. Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), trova nel testo “solo un grande neo: quello del mancato ripristino delle preferenze, un deficit di democrazia e un ossequio allo strapotere delle segreterie di partito davvero inaccettabile”. Toscana Oggi (settimanale regionale), analizzando il progetto di riforma, invita a “valorizzare, insieme all’istanza di efficienza del sistema, la necessità di recuperare un livello salutare di comunità attiva rispetto al distacco sempre più profondo che la cattiva politica ha segnato tra cittadini e istituzioni”.<bR>

Dalla politica nazionale a quella locale, dove iniziano a “scaldarsi i motori” in vista delle amministrative e, in alcuni casi, delle regionali. In Sardegna, ad esempio, domenica 16 febbraio si svolgeranno le elezioni del nuovo Consiglio regionale. “Alle persone che verranno elette democraticamente” si rivolge Pierluigi Sini, direttore di Voce del Logudoro (Ozieri), con un appello: “Siate persone oneste e responsabili. Spendetevi e lavorate per il popolo sardo”. Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), dopo la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni regionali piemontesi del 2010, chiede di “tornare subito al voto in Regione ma con un ricambio a destra, al centro e a sinistra”. <bR>

Sulla lentezza della giustizia italiana, “problema schiacciante che governi di qualsiasi colore non sono riusciti a risolvere”, si concentra invece Alberto Margoni, direttore di Verona Fedele (Verona). <bR><bR>

 

La festa dei giornalisti. I settimanali diocesani dedicano ampi spazi alla comunicazione e all’informazione, in occasione della festa di san Francesco di Sales (24 gennaio), patrono dei giornalisti, e della pubblicazione del messaggio del Papa (23 gennaio) per la 48ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”. “Fare comunicazione oggi, nell’era dei social network e delle innovazioni tecnologiche che si susseguono una dopo l’altra – riflette Irene Argentiero, direttrice del Segno (Bolzano-Bressanone) – significa essenzialmente ‘mettersi in cammino’ per incontrare l’altro. Significa ‘farsi media’ per far sì che la cultura dell’incontro possa crescere”. Francesca Cipolloni, direttrice di Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), ricorda quanto scrive il Papa nella “Evangelii gaudium”: “Il bene tende sempre a comunicarsi. Comunicandolo, il bene attecchisce e si sviluppa. Per questo, chi desidera vivere con dignità e pienezza non ha altra strada che riconoscere l’altro e cercare il suo bene”. Sulla Voce Alessandrina (Alessandria) Fabrizio Casazza, direttore dell’Ufficio diocesano comunicazioni sociali, suggerisce d’“informarsi, formarsi, allenarsi al giudizio critico, sviluppare l’attitudine al discernimento, per non affogare nella navigazione digitale”. Silvio Grilli, direttore del Cittadino (Genova), informa che “sabato 25 gennaio, in occasione della celebrazione diocesana della festa di san Francesco di Sales, verrà presentato il nuovo sito della diocesi di Genova (www.chiesadigenova.it)”, con l’obiettivo di “creare un luogo digitale che sia non soltanto d’informazione, ma anche di comunione”. Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), rispondendo a un editoriale apparso sul “Corriere della Sera” di giovedì 16 gennaio, firmato da Ernesto Galli Della Loggia, dal titolo “Un destino parallelo. Il futuro della Chiesa italiana e la politica”, sottolinea che “la Chiesa, più che un’istituzione (sì, è anche quello) impegnata a rapportarsi con la politica, è un’esperienza da vivere. È viva oggi più che mai e condivide il pane con chi non ce l’ha. Per vederla bisogna uscire e andare. Altro che melanconia, è gioia”. <bR><bR>

 

Giorno della memoria. Al centro degli editoriali anche alcune riflessioni sul Giorno della memoria (27 gennaio), ricorrenza in cui si ricordano le vittime della Shoah e del nazifascismo, in coincidenza con la liberazione di Auschwitz. Per l’occasione Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) ospita una nota di Francesco Lotoro, responsabile della Comunità ebraica di Trani: “Saranno i giorni, i mesi a venire – scrive – a dimostrare quanto l’Europa abbia capito la lezione di Storia scritta sulle pagine della Shoah. Aiutateci a stare insieme a voi, dopo la Shoah, solo così potremo proteggerci da ogni catastrofe, ebrei e non”. Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), ricorda la vicenda dell’ebrea Etty Hillesum che “sceglierà di seguire volontariamente la sorte del suo popolo e morirà in una camera a gas ad Auschwitz il 30 novembre 1943”. La storia di Etty Hillesum viene proposta anche dal Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), in una nota firmata da Giuseppe Piancastelli, direttore del Piccolo (Faenza-Modigliana), per il quale “la sua memoria deve inquietare le nostre coscienze”. Per Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), il Giorno della memoria può essere “un’occasione per condividere, in famiglia ma anche in tutti gli altri ambienti in cui viviamo e operiamo, il messaggio di Papa Francesco sulla pace”. <bR><bR>

 

Papa Francesco. Lo stile e i gesti del Papa continuano a tenere desta l’attenzione delle testate diocesane. Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), rimanda ai “messaggi forti” proposti in diverse occasioni: “Dovremmo ritornare su tutte le espressioni usate da Francesco per ottenere un effetto ‘bombardamento’ di idee, di proposte, d’indicazioni scottanti da tradurre dentro le contraddizioni della nostra società, dei nostri ambienti di vita”. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), invita a “leggere il messaggio che il Papa ha inviato al World Economic Forum che si ritrova (come ogni anno) in questi giorni a Davos in Svizzera. Anche in questo testo ha ribadito quanto si legge nella Evangelii Gaudium: ‘Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame’ (n.53). Ma una ‘nuova mentalità politica e imprenditoriale’ chiede ‘un’apertura alla trascendenza’ e quindi ha invitato ‘a lasciarsi interrogare da un significato più ampio della vita’”. È “un’impostazione”, conclude Paoletto, “che ha la sua ragion d’essere nel Vangelo”. <bR><bR>

 

Cronaca locale. Sui giornali diocesani spazio ai principali fatti di cronaca locale. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), commenta l’ultimo atto compiuto in Calabria dalla criminalità: tre corpi carbonizzati, tra cui un bambino, ritrovati dentro un’auto. “Quando si arriva a bruciare il corpo di un bambino – afferma Gabrieli – ci sentiamo davvero sconfitti. Come si fa ad alzare la mano su un innocente? Quale debito deve pagare una creatura inerme? La devianza sociale, vergognosamente morale, è diventata bestiale. Ci vuole un sussulto!”. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), parla dell’inaugurazione sabato scorso di “Slancio, la nuova ala della residenza San Pietro”, “un’eccellenza che ci rende orgogliosi di Monza e che rivela il volto migliore della nostra città: il prendersi cura dell’altro”. <bR><bR>

 

La vita delle diocesi. Non manca, infine, l’attualità ecclesiale. La Fedeltà (Fossano) e La Guida (Cuneo) pubblicano il messaggio di monsignor Giuseppe Cavallotto, vescovo di Cuneo e di Fossano, per la Giornata del seminario (26 gennaio), “occasione singolare per ripensare al significato di questa istituzione, conoscere il suo servizio, collaborare al suo buon funzionamento”. Su Millestrade (Albano) l’editoriale del vescovo, monsignor Marcello Semeraro, dedicato alla famiglia che “torna a mostrarsi socialmente quale ‘autentica scuola di arricchimento umano’ (Gaudium et Spes, 52)”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), propone una riflessione sul “battesimo ai bambini” che “non è un’imposizione” e si rivolge ai genitori: “Perché usare due pesi e due misure? Perché non far scegliere da adulti i valori civili, umani, la lingua? Assurdo! direte. Bertolt Brecht annotava: di un bambino si può fare ciò che si vuole. Che cosa vuole un genitore, una mamma? Educare ai valori, al bene. La religione non è un valore, un bene?”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), argomenta, invece, sull’origine del male. “Si cessi – chiede Frosini – di parlare del male come castigo di Dio o anche della sua permissione a fini di bene; e si smetta anche di parlare di rassegnazione nei suoi riguardi”. Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), ricorda la figura del vescovo emerito, monsignor Salvatore Nicolosi, morto a 92 anni lo scorso 10 gennaio. “Il progetto di Dio per la nostra Chiesa – sottolinea Malandrino – ha voluto per uno dei nostri amati vescovi un lungo servizio episcopale – 28 anni – e una lunga vita – 92 anni a febbraio -, metà della quale vissuta tra noi”. Di diverso taglio l’approfondimento del Ponte (Rimini), dedicato all’esoterismo e al satanismo, nel quale si sottolinea che “in Emilia Romagna sono almeno 50mila le persone coinvolte in gruppi esoterici, magici o satanisti. I vescovi emiliano-romagnoli hanno redatto un documento che non è polemico, ma propositivo e impegnativo”. Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), spiega che sul suo settimanale “non si trovano gli oroscopi. Una scelta di fondo e di campo. Non c’è nulla di personale. Soltanto la convinzione che, sul proprio domani, debbono e possono essere altri i punti di riferimento e non gli… astri”. Antonio Dolce, direttore del mensile Giorn8tto (Monreale), invita ad “accogliere il nuovo anno come dono di Dio”. Infine Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), nota che “da qualche decennio c’è un susseguirsi d’incontri e dialoghi con le varie Chiese e Confessioni cristiane”. È quanto conferma la Gazzetta d’Asti: “I contatti di amicizia negli anni vanno crescendo”.

Vincenzo Corrado

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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