Pubblicato il 11 Febbraio 2014 | di Redazione

Video rassegna stampa Fisc

La politica italiana, il maltempo, i media cattolici, la cronaca e l’attualità ecclesiale: gli editoriali delle testate cattoliche

La politica italiana, il maltempo, l’impegno dei media cattolici, l’attualità ecclesiale, la cronaca e la vita delle diocesi… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

La politica italiana. “Dalla politica alla confusione”; “Le parole della decadenza”; “Dalle urla al dialogo”; “Barbari urlanti”… Sono alcuni titoli che ben sintetizzano il momento attuale della politica italiana. “La strada della confusione e dell’insulto – scrive Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo) – non porta da nessuna parte”. Per questo “è necessario dare la giusta e decisa sterzata alla politica perché divenga un segno alto di confronto con la realtà della gente e della vita”. Forse, osserva Luciano Azzolini, editorialista di Vita Trentina (Trento), “sarebbe utile cambiare passo e parola d’ordine: da vincere, tanto gettonata, a convincere, sicuramente meno di moda. Passare, cioè, da una politica fatta di quotidiani annunci e, per questo, spesso inconcludente, alla costruzione paziente di un blocco sociale davvero maggioritario, che con obiettivi largamente condivisi riporti il Paese sulla strada della democrazia sostanziale”. Per il Popolo (Tortona), “lo stile becero di questo populismo tutto italiano rispecchia, purtroppo, il clima del Paese. In cui abbiamo lasciato andare alla deriva i comportamenti, gli approcci, i simboli, scivolando verso un progressivo imbarbarimento generale che il linguaggio non manca di segnalare”. Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), augura che “questa rischiosa deriva possa cambiare verso. Che all’insulto e alla gara a chi urla di più da salotto televisivo di basso livello, si passi al dialogo. A uno stile un po’ più adulto e costruttivo”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), s’interroga sul perché delle “scelte esasperate” dei pentastellati. “Penso – dice Rini – che la verità sia nel fatto che Grillo e Casaleggio si rendono conto che, se viene approvata la legge elettorale proposta da Renzi, la loro creatura si troverebbe con il respiro corto, soprattutto perché sono loro stessi, con il rifiuto ad assumersi qualsiasi pur piccola responsabilità nei confronti del Paese, a togliere lo spazio sotto i piedi al M5S”. Per Antonio Ricci, direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “il rifiuto di confrontarsi direttamente con gli altri in dibattiti diretti è, per il M5S, sicuramente parte di una strategia, ma questo atteggiamento nasconde anche l’abitudine a scambi di opinioni con mezzi che non richiedono rapporti reali”. È d’accordo Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), per il quale “nonostante tutte le potenzialità che il web lascia ipotizzare, la sua affermazione al posto della democrazia tradizionale lascia intravedere più pericoli che vantaggi”. Secondo Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino), “mala tempora currunt” (“si avvicinano tempi bui”). E “non basterà la nuova legge elettorale (italicum) ammesso che ci sia, a sanare” il momento presente. Intanto, ribatte Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), “attendiamo che i progetti diventino realtà, ben sapendo che le regole, benché necessarie, non possono fare la buona politica e non sono sufficienti a risolvere i nostri problemi”. La Cittadella (Mantova) ricorda che “sulle riforme istituzionali grava come un macigno ineludibile il tema della levatura morale e intellettuale e dello spessore umano che caratterizza le persone delle istituzioni. E i soli meccanismi elettorali e di rapporti tra le istituzioni non sono sufficienti a dare garanzie in questo senso”. Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), analizzando gli avvenimenti dell’ultima settimana, dalla bagarre in Parlamento alla vicenda Mastrapasqua (Inps), conclude con un interrogativo: “È giusto chiedere conto delle loro azioni ai tanto vituperati politici (che comunque abbiamo eletto…), ma chi ci risarcirà dei danni causati dalla casta dei burocrati, più dannosa e intoccabile di qualsiasi conventicola moderna?”.

Dalla politica nazionale a quella locale, dove iniziano a “scaldarsi i motori” in vista delle amministrative e, in alcuni casi, delle regionali. In Sardegna, ad esempio, domenica 16 febbraio si svolgeranno le elezioni del nuovo Consiglio regionale. Agli elettori si rivolge monsignor Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, che firma l’editoriale dell’Arborense, il settimanale diocesano. “Mi auguro – scrive l’arcivescovo – che tutti i cittadini sentano il dovere di esercitare il diritto di contribuire a scegliere democraticamente gli amministratori della cosa pubblica. Dobbiamo fare appello alla nostra forza interiore, per non lasciarci scoraggiare dagli scandali. Dobbiamo togliere la terra sotto i piedi ai corrotti che pensano solo ai propri interessi. Le nostre comunità meritano amministratori capaci, competenti, trasparenti”.

Il maltempo. I settimanali diocesani dedicano ampi spazi al maltempo che ha colpito l’Italia in questi giorni, provocando ingenti danni in diverse Regioni. Notizie (Carpi), ad esempio, ospita la testimonianza di una famiglia, che ha vissuto anche il dramma del terremoto: “Dovermi staccare ancora una volta dalle cose a cui mi sento così attaccata… C’è un momento in cui bisogna lasciarle andare. O loro o te, o vai a fondo con loro, o scopri una strana libertà nel vedere che anche se le lasci, resti viva. Con tutte le ferite aperte e sanguinanti, ma viva. L’io non si spegne. Mentre butto quasi a uno a uno i libri, più di mille, capisco che non è un male amare le cose, ma non sono loro la tua carne. E poi, ancora una volta, siamo travolti dal Bene, più che dalla piena. È questo fisico e amorevole sostegno che ci ha permesso, ancora una volta, di affrontare tutto quel fango e di non rifugiarci in un angolo a piangere”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), invita a “non illudersi” perché “mentre siamo immersi nell’emergenza di oggi, una nuova alluvione è già alle porte col suo carico di tragedie. Se ci limitiamo a tappare qualche falla, per poi tornare a litigare sui piani regolatori o a fare meschini calcoli sul tornaconto elettorale, ci troverà ancora una volta impreparati. E ogni volta più colpevoli di quella precedente”.

I media cattolici. Al centro degli editoriali anche alcune riflessioni sul ruolo dei media cattolici. Sull’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) il vescovo, monsignor Michele Seccia, spiega gli obiettivi del settimanale diocesano: “Essere autentici e propositivi, veicolando messaggi costruttivi e valori concreti, in una prospettiva di condivisione, ma anche di critica responsabile per offrire un’informazione chiara e puntuale sulla vita della Chiesa diocesana, rivolgendosi ai numerosi abitanti di un territorio articolato e denso di cultura e tradizioni, cresciuti a stretto contatto con il tessuto ecclesiale”. Come media cattolici, osserva Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), “abbiamo bisogno di una maggiore stima reciproca e di realizzare il desiderio di fare rete, soprattutto nella Rete, espresso in numerose occasioni. Un invito fino a ieri, oggi quasi un obbligo, almeno morale, per tutti noi. Dobbiamo osare per incidere di più, senza alcun timore, senza paure di un domani che si presenta pieno d’incognite”. Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), suggerisce di “raccogliere l’invito del segretario della Cei” e raccontare “l’altro”, “la foresta”, “intesa come la moltitudine, la maggioranza di persone oneste”. Quelle “migliaia e migliaia di famiglie”, aggiunge Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), per le quali “continua l’inesorabile calvario dei disagi e delle preoccupazioni”. Gesualdo Purziani, direttore della Voce Misena (Senigallia), indica nella “voglia di ricominciare ogni giorno” la via “per ritrovare la gioia e la pace del cuore”. Roberto Piredda, direttore del Portico (Cagliari), ritorna sulla “cultura del noi”, di cui ha parlato il cardinale Bagnasco al recente Consiglio episcopale permanente. Questa cultura, afferma Piredda, “passa per una capacità nuova di guardare agli altri: non estranei o nemici, ma fratelli. È il ‘rischio’ della relazione e della solidarietà”. Marco Caramagna, direttore della Voce Alessandrina (Alessandria), ricorda monsignor Luigi Riccardi, 88 anni, per trenta direttore del settimanale diocesano, morto il 4 febbraio. “Don Luigi – confida Caramagna – ha insegnato a comprendere pienamente l’importanza del volontariato nell’informazione, allevando generazioni di giornalisti attraverso una testata con pochi mezzi ma tanti lettori”.

Cronaca. Sui giornali diocesani spazio ai principali fatti di cronaca. Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini), cita il rapporto annuale Unicef sull’infanzia, secondo il quale “nel 2012 sono morti per ‘cause prevenibili’ 6 milioni e 600mila bambini sotto i 5 anni”, tanti quanti gli ebrei giustamente ricordati nel Giorno della memoria. Sempre parlando di memoria, Romasette lamenta “la decisione del Comune di Roma di cancellare i ‘viaggi del ricordo’ sul confine orientale dell’Italia”, ovvero alle foibe, che per gli studenti romani erano “un’opportunità per capire da vicino quanto accadde”. Su Vita Nuova (Trieste) il direttore Stefano Fontana parla della “questione drammatica e complessa” della Ferriera di Servola, il cui “impatto sulla città può essere distruttivo”, per la quale “finora non si è ancora trovato un accordo su chi fa cosa”. Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), s’interroga, invece, se la cultura possa essere “la vera ‘industria’ del Paese”, prendendo a esempio l’inaugurazione di una mostra forlivese sul Liberty, con “una città di provincia assurta a polo culturale di primordine con buone ricadute in termini d’immagine e di occupazione”. La Guida (Cuneo), commentando il dramma degli operai dell’Electrolux, ribadisce “l’unica certezza”: “Tagliare ulteriormente gli stipendi più bassi, più che aiutare a uscire dalla crisi, fa aumentare l’area di sfruttamento”. Prende spunto dal programma televisivo “Boss in incognito” Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), per riflettere sul lavoro, raccontando delle “storie umane dei dipendenti con i loro problemi, le difficoltà e i loro sogni”, ma pure con “la loro dignità, l’attaccamento al proprio lavoro, l’onestà e la correttezza, come pure la solidarietà verso i propri colleghi”. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), parte invece da un caso di “sciatteria” della pubblica amministrazione, segnalato in una lettera al giornale, per osservare che “nella maggior parte dei casi le segnalazioni dei cittadini riguardano problemi risolvibili senza spendere un quattrino. Sarebbe sufficiente un briciolo di attenzione”. Sulla Vita Cattolica (Udine) il direttore Roberto Pensa cita “un mostruoso progetto preliminare di alta velocità ferroviaria nella Bassa Friulana che devasterà l’ambiente, spaccherà in due diversi paesi friulani e probabilmente metterà in ginocchio le casse pubbliche italiane”, invitando a “ripensare a una mobilità ferroviaria a misura d’uomo”. Mentre Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) pubblica un intervento di Romano Mori, presidente del Consiglio comunale di Macerata, su un ordine del giorno “in cui si richiamavano alcuni capisaldi della visione costituzionale della famiglia”. Dalla Valsusa (Susa) giunge ancora una volta la richiesta di una “zona franca” per rilanciare l’economia della Valle. E Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), stigmatizza la “mondializzazione” della Fiat, a seguito della quale “abbiamo perso, tutti, per sempre, questo riferimento storico e imprenditoriale”.

Attualità ecclesiale. Non manca, infine, l’attualità ecclesiale, con diversi appuntamenti in agenda, tra cui il convegno nazionale di pastorale giovanile, organizzato dalla Cei, a Genova, dal 10 al 13 febbraio. Ai partecipanti si rivolge il Cittadino (settimanale della diocesi ligure) con il messaggio di monsignor Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio diocesano di pastorale giovanile: “Cari convegnisti, benvenuti! Grazie per l’entusiasmo, la freschezza pastorale, le idee che lascerete nella nostra diocesi, nella nostra città, nella nostra Regione”. Il Ticino (Pavia) riflette sull’anno già trascorso dalla rinuncia al ministero petrino di Benedetto XVI: “Chi ama la Chiesa e vive la sua vita non può non continuare a sentire l’intensità e il valore di questo gesto, di rilevanza storica e insieme di grande umiltà”. Senza Benedetto, sintetizza Toscana Oggi (settimanale regionale), “non sarebbe stata possibile la carica di originalità e di creatività di Francesco”. Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) prende spunto dall’incontro che “Papa Francesco terrà con i fidanzati a Roma il 14 febbraio” per proporre di “dedicare più spazio e tempo al percorso di preparazione al matrimonio, permettendo ai fidanzati di lasciarsi mettere in discussione, magari anche sull’idea di amore e matrimonio che si sono costruiti nel tempo”. Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), in vista dell’evento “La Chiesa per la scuola”, in programma il 10 maggio in piazza San Pietro con Papa Francesco, puntualizza che “non saremo in piazza per fare manifestazioni o per urli di rivendicazioni, ma solo per ascoltare il Papa, avere dal padre di famiglia una parola illuminante”. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), dedica l’editoriale alla Giornata del malato (11 febbraio), un appuntamento “legato alla Giornata della vita (2 febbraio), non solo per vicinanza cronologica ma per sostanziale affinità e concatenazione”. Infatti, “ci viene a ricordare che la vita è fatta – oltre che di festa e di gioia, di fatica e di lavoro, di affetti e d’insegnamenti – anche di debolezza e fragilità, di malattia e di dolore”. Riflessione, questa, condivisa anche dalla Gazzetta d’Asti: “Il dolore o si traduce in imprecazione e ribellione oppure si trasforma in amore. Questa è la proposta della Giornata”. Sul Nuovo Diario Messaggero (Imola) il delegato episcopale per la vita consacrata, monsignor Giovanni Signani, parla dell’Anno dedicato alla vita consacrata che sarà celebrato nel 2015, nel quale i religiosi “vogliono svegliare il mondo con la loro testimonianza profetica”. Sui consacrati argomenta anche Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), fotografando il momento presente, con “pochi” che vivono “in grandi conventi e monasteri”, facendo “fatica a tenere in piedi tradizioni e strutture”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), celebra la figura di “monsignor Bruno Frattegiani a cento anni dalla nascita e cinquanta dalla sua elezione ad arcivescovo di Camerino e in un secondo tempo (1979) anche di San Severino Marche”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), si occupa, invece, di evangelizzazione, sottolineando che “il primato della testimonianza è oggi per tutti una legge fondamentale dell’evangelizzazione”. Dalla Voce del Popolo (Brescia) giunge la notizia che nel “prossimo giugno in diocesi non ci saranno ordinazioni sacerdotali”. Da qui l’appello del rettore del Seminario, monsignor Gabriele Filippini, a “cogliere la sfida dell’educare (l’arte sovrana di educare, diceva Paolo VI). Solo così anche il Seminario potrà meglio rispondere alla sua ragion d’essere”. Su Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) il vescovo, monsignor Luigi Martella, ricorda i 25 anni d’istituzione della Casa di accoglienza “don Tonino Bello” con l’invito a “volgere lo sguardo sulle nuove povertà, sui nuovi bisogni e sulle nuove emergenze”. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), indaga, infine, sul fenomeno “fiction e religione”: “Quando la fiction punta sulla religione fa alzare l’audience”. Per questo è un “binomio vincente”.

Vincenzo Corrado

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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