Vita Cristiana

Pubblicato il 19 Marzo 2014 | di Redazione

La grandezza del Santo Carpentiere, San Giuseppe

Quest’anno, in occasione del 25. della pubblicazione della Redemptoris Custos – l’esortazione apostolica di Giovanni Paolo II sulla figura e la missione di san Giuseppe nella vita di Cristo e della Chiesa – il professore Paolo Antoci, studioso di giosefologia e promotore del culto giuseppino, interverrà in tre comunità della Diocesi di Ragusa durante i festeggiamenti in onore del santo Patriarca, per illustrare la grandezza del santo Carpentiere, togliendolo dalla marginalità in cui spesso viene relegato e dandogli la centralità che merita.

Due incontri a Marina di Ragusa il 17 e 18 marzo alle 20. Il primo intervento ha per tema: “Lo pose Signore della sua casa, capo di tutti i suoi averi (Sal 104): la dignità e la missione di San Giuseppe nella Redenzione”. Il docente, riprendendo il personaggio biblico veterotestamentario del Patriarca Giuseppe, vicerè d’Egitto, ed esponendo  l’insegnamento dei Pontefici, parlerà della cooperazione del Padre di Gesù nella Redenzione. Infatti, possiamo indicare il prototipo di Giuseppe di Nazareth in Giuseppe d’Egitto per averne in qualche modo adombrato il ministero e la grandezza di custode dei più preziosi tesori di Dio Padre, il Verbo Incarnato e la sua Santissima Madre.

Con il secondo incontro, invece, il relatore presenterà la “magna charta” della giosefologia nel 25. anniversario della sua pubblicazione: un documento magisteriale nel quale San Giuseppe viene presentato non come bella figura devozionale da tenere in considerazione, ma semmai per collocare tutta la sua vicenda inserendola nel mistero di Cristo e in una prospettiva storico-salvifica. Il tema dell’incontro è: “San Giuseppe nella vita di Cristo e della Chiesa: a 25 anni dalla pubblicazione della Redemptoris Custos di Giovanni Paolo II”.

Giuseppe era uomo giusto (Mt 1,19), cioè pio israelita e corretto osservante della Legge, e si dice anche che, prima di attuare la sua decisione, stava pensando (1,20); meditava, infatti, la Legge che non è intesa come un insieme di prescrizioni, ma come la rivelazione che Dio fa di se stesso e della sua volontà, come la parola di Dio che illumina e salva, alimenta e guida tutta l’esistenza dell’uomo.

Sempre il 18 marzo, a Chiaramonte Gulfi, nella chiesa di san Giuseppe, alle ore 18, Paolo Antoci tratterà della giustizia del santo Patriarca rileggendo il Salmo 119/118.

Infine, ultimi appuntamenti, sono i tre giorni a Pedalino, alle ore 19, dal 20 al 22 marzo. L’esperto di giosefologia tratterrà il tema: “Il giusto sarà sempre ricordato (Sal 111): la figura e la grandezza di san Giuseppe”. Parlando dell’identità e della missione di San Giuseppe, il professore, sottolineerà anche “come” e “perché” coltivare la devozione al santo Patriarca, seguendo l’esempio dei santi e l’insegnamento dei pontefici.

Questi eventi, dopo quelli già celebrati negli scorsi anni, sono dunque un chiaro segnale di aggiornamento tendenti a superare i limiti di tutto ciò che è stato detto e tramandato sul Padre di Gesù. «La riflessione ecclesiale giustamente ha messo in luce la virtù del Patriarca – afferma Paolo Antoci – e non ha trascurato anche il suo grande e importante ruolo nella storia della salvezza; ma è proprio su quest’ultimo aspetto che ancora l’attuale predicazione deve fare parecchia strada. San Giuseppe partecipò al mistero dell’Incarnazione, fondamento della Redenzione, come nessun’altra persona umana ad eccezione di Maria. Nella pietà popolare la venerazione del Patriarca occupa largo spazio e si comprende anche la validità e l’universalità del suo patrocinio. Non altrettanto diffusa e consolidata è la giusta conoscenza della sua figura e della sua missione. Permangono ancora alcuni preconcetti sbagliati e vecchi cliché sedimentati nell’immaginario cristiano che deturpano sia l’immagine del Santo sia la sua attualità per la chiesa del nostro tempo. Più conoscenza e più amore per lo Sposo di Maria permetterà alla Chiesa locale e alla Chiesa intera di ritrovare continuamente la propria identità nell’ambito del disegno redentivo, che ha il suo fondamento nel mistero dell’Incarnazione , e a questo mistero Giuseppe fu speciale ministro».

 

 

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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