Attualità

Pubblicato il 28 Marzo 2014 | di Silvio Biazzo

Scuola e Carabinieri per una cultura antimafia

E’ la strada che oramai da diverso tempo sta battendo l’Arma dei Carabinieri nel territorio ibleo, collaborare a far crescere nei giovani il senso della legalità ed il rispetto delle istituzioni: da qui i periodi incontri dei militari dell’Arma con le istituzioni scolastiche. Ed è in tale prospettiva che gli studenti della quarta A del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa unitamente alla loro docente professoressa Tina Petrolito hanno incontrato il Colonnello Salvatore Gagliano, Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa nella sede del Comando provinciale, la caserma Podgora, in piazza Caduti di Nassiryia.

L’incontro con gli studenti non è avvenuto – come di consueto – nell’ambito del progetto “educazione alla legalità” tra Comando Generale dell’Arma e Ministero dell’Istruzione bensì nell’ambito del Progetto “Legalità e cittadinanza economica. Sconfiggere le mafie attraverso un uso consapevole del denaro” promosso dal Ministero dell’Istruzione con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone. Tale progetto mira a far studiare ai giovani delle scuole quale sia del ruolo che le mafie svolgono nell’economia nazionale e globale: l’ iniziativa è stata avviata in vista della commemorazione del 23 Maggio 2014, ventiduesimo anniversario delle Stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Il Comandante Provinciale dei Carabinieri ha parlato loro di quale sia e sia stato – secondo consolidate risultanze investigative – il ruolo della criminalità organizzata nel controllo dell’economia nella provincia iblea nella spartizione delle influenze tra le due organizzazioni mafiose presenti e operanti nel nostro territorio, “Stidda” e “Cosa Nostra” che prima si combattono per il potere ma poi si spartiscono le aree d’intervento e controllo criminale. Gli studenti si sono dimostrati attenti e interessati alle scottanti problematiche e hanno rivolto al Comandante diverse e precise domande riguardanti la presenza delle mafie in provincia e la loro capacità di controllo e sottomissione del mondo economico.

Il Colonnello Gagliano ha affermato che per lui è stato un grande piacere e un onore confrontarsi con gli studenti dai quali può ripartire una nuova cultura antimafia che essi potranno esportare nella nostra società usciti dal percorso didattico. La Professoressa Tina Petrolito, lieta per aver potuto mettere in diretto contatto i suoi studenti con i militari dell’Arma, ha sottolineato come solo educando all’antimafia i giovani di oggi potremo domani debellare il cancro della mafia.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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