Attualità

Pubblicato il 11 Novembre 2015 | di Antonio La Monica

Le marginalità sociali nel territorio della diocesi

foto 1“Uomini e donne che amate la città, la chiesa ragusana intende sfidare la cultura dello scarto ed annunciare, proteggere e testimoniare la grande dignità di ogni persona umana. Per conoscere le marginalità sociali presenti nel territorio della diocesi, abbiamo chiesto al Censis di effettuare una indagine scientificamente seria”.

L’obiettivo è chiaro. “Vogliamo capire che Chiesa siamo – spiega il vescovo – e che Chiesa vogliamo essere. Noi intendiamo accogliere l’invito di Papa Francesco e sfidare la cultura dello scarto con la gioia traboccante dei figli di Dio. Dobbiamo superare la duplice ed opposta tentazione di volere guardare solo in alto, dimenticandoci delle problematiche sociali ma, di contro, occorre evitare di operare dimenticandoci della dimensione divina”.

Dunque riconoscere Dio nel prossimo, senza distinzioni di razza, censo e cultura, appare inevitabile. “Ogni cristiano – sottolinea monsignor Paolo Urso – non può che desiderare di servire gli uomini del mondo contemporaneo. Per questo è importante l’indagine del Censis sul nostro territorio diocesano”.

Lo studio presentato dalla dottoressa Elisa Manna ha evidenziato l’enorme trasformazione della società anche in ambito locale. “La diocesi di Ragusa – spiega Domenico Leggio, direttore della Caritas – può avvalersi di 9 centri ascolto a Ragusa (di cui 6 incardinati nelle parrocchie ); 5 centri a Vittoria; 2 ad Acate e 3 a Comiso per un totale di 25 operatori, 130 volontari coinvolti e 31 giovani. Un piccolo benefico “esercito” che interviene sulle più diverse povertà, a cominciare da quella alimentare. Ma non è solo l’indigenza economica a creare sacche di malessere: anche le crisi e le separazioni familiari hanno il loro peso tra gli utenti dei centri di ascolto”. La Caritas interviene nell’area materiale nell’area psicologica e relazionale.

foto 3“Abbiamo avviato la nostra ricerca – spiega la Manna – muovendoci attraverso le periferie esistenziali e cercando di capire se esiste un modello alternativo a quello che scarta che non è all’altezza dei ritmi della società attuale. In questo ambito la Chiesa locale svolge un ruolo prezioso e di grande livello. Aumenta il numero di coloro che si rivolgono ai servizi Caritas anche per effetto della riduzione dei casi presi in carico dai servizi sociali e dagli enti socio assistenziali. Aumenta, altresì, la complessità delle situazioni di disagio, che non consente una presa in carico diretta e immediata dei casi. Nonostante alcuni indicatori emersi dalla ricerca non appaiano incoraggianti, voglio sottolineare che Ragusa mantiene una caratura umana che, a fronte delle tante difficoltà, vi fa molto onore”.

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Autore

Antonio La Monica

Giornalista professionista presso “La Sicilia”.



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