Cultura

Pubblicato il 18 Novembre 2016 | di Luca Farruggio

Premiato il vincitore del concorso “Un logo per Costruiamo Saperi”

Si è svolta stamattina la cerimonia di premiazione del concorso “Un logo per Costruiamo Saperi”. Al concorso hanno partecipato studenti dell’Istituto “Galileo Ferraris” di Ragusa. La cerimonia si è svolta presso l’Aula Magna dell’Istituto, colma di alunni e professori che hanno partecipato all’evento con trasporto e in un clima di gioia.

costruiamo-saperi-ucs-12La Professoressa Giovanna Piccitto, Dirigente Scolastico dell’Istituto, ha accolto calorosamente la Dottoressa Giovanna Criscione, Dirigente dell’Ambito Territoriale (già Provveditorato agli Studi) della provincia di Ragusa, e gli organizzatori del concorso: Domenico Leggio (Direttore della Caritas di Ragusa e coordinatore del progetto “Costruiamo saperi”), Elisa Gulino (“Architetti senza frontiere”), Gianni Gulino (Presidente di “Confcooperative Sicilia”), Fethia Bouhajeb (“Uniti senza frontiere”) e Gian Piero Saladino (Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa).

“E’ sempre insieme che si possono raggiungere degli obiettivi! Quindi, costruire insieme in un’ottica interculturale è molto importante, soprattutto nella nostra provincia che accoglie migliaia di immigrati” ha affermato la Dottoressa Criscione, apprezzando il valore del progetto e la bontà dell’iniziativa.

thumbnail_costruiamo-saperi-ucs-1Domenico Leggio, nel presentare il progetto, ha voluto sottolineare il fatto che “l’iniziativa vuole dare una possibilità alle persone di acquisire nuove competenze lavorative. Bisogna fare qualcosa per la nostra terra, soprattutto per le persone che vengono da lontano e che hanno investito sul nostro territorio”.

“Nel contesto di cambiamento della nostra società non è importante solo l’innovazione tecnica, ma è altrettanto importante l’innovazione sociale. C’è bisogno d’integrazione, cioè non di inclusione di soggetti diversi dentro il nostro modo di pensare; integrarsi vuol dire incontrarsi e scambiarsi le ricchezze che ciascuno porta con sé come espressione di umanità. Questo progetto ha lo scopo di fare in modo che tutti noi ci mettiamo in contatto con questa realtà”. Dopo questa precisazione di Gian Piero Saladino, sono stati illustrati i loghi che hanno partecipato al concorso.

Il logo personale del vincitore

Il logo personale di Leonardo Agosta

Il Prof. Cicardo, che ha seguito gli alunni nella creazione dei loghi, ha esposto le ragioni che gli studenti hanno usato per creare questi disegni. E’ stato proclamato vincitore del concorso Leonardo Agosta, studente dell’ultimo anno di scuola. Elisa Gulino, nella qualità di membro della giuria (composta anche da Emanuele Cavarra, Gian Piero Saladino, Rosario Antoci e Daniele La Rosa), ha letto la motivazione: “Il logo ha un’energica immediatezza comunicativa ed è pertinente all’essenza del Progetto <<Costruiamo saperi>>. E’ originale perché riassume in modo chiaro l’essenza del Progetto (immigrazione, agricoltura ed edilizia) e possiede un pregevole valore artistico e una buona efficacia di utilizzo”. Il Premio, un assegno di duecento euro, è stato attribuito a Leonardo dal Provveditore agli Studi. Inoltre, agli studenti Alessio Distefano, Massimiliano Antoci e Kalemaj Kelmenta, sono stati consegnati, riconoscendo il merito del loro lavoro, attestati di partecipazione.

Infine, tutti gli studenti sono stati invitati a visitare Villa Magnì, luogo concreto di lavoro per i protagonisti del progetto. Infatti, qui 25 cittadini stranieri residenti nel territorio di Ragusa, si dedicano con cura e professionalità ai settori dell’edilizia, dell’agricoltura e della falegnameria. E’ stato un invito che contiene sicuramente la viva speranza della buona relazione tra culture diverse e della condivisione di valori umanizzanti.

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Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



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