Rassegna Stampa

Pubblicato il 29 Maggio 2017 | di Redazione

L’8 per mille per il 2017: ripartizione e assegnazione

La somma relativa all’otto per mille dell’IRPEF assegnata alla Chiesa Cattolica per il 2017 risulta pari ad euro 986.070.639.

La 70ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la somma relativa all’otto per mille dell’IRPEF assegnata alla Chiesa Cattolica per il 2017 risulta pari ad euro 986.070.639 determinati da euro 1.012.493.224 a titolo di anticipo dell’anno 2017, ed un conguaglio sulle somme riferite all’anno 2014, negativo di euro 26.422.585,54.

Considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio Permanente, sono state approvate le seguenti assegnazioni:

I dati del ministero dell’Economia sono relativi alle dichiarazione dell’anno 2014 (redditi 2013); la percentuale delle scelte a favore della Chiesa Cattolica è stata pari all’81,23%. Il sistema prevede che l’anticipo dell’anno 2017 venga valutato sulla base delle scelte relative a 3 anni prima.

 

+ 8 x mille
L’otto per mille (spesso abbreviato in 8xmille) è la quota di imposta sui redditi soggetti IRPEF, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra se stesso e le confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa. È stata introdotta dall’art. 47 della legge n.222 il 20 maggio 1985, in attuazione dell’Accordo di Villa Madama del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, nella qualità di rappresentante della Chiesa Cattolica. La norma stabilisce gli ambiti nei quali i soggetti beneficiari dell’otto per mille possono impiegare i fondi ricevuti, nonché il meccanismo di calcolo di tale quota. I contribuenti non sono tenuti a esercitare obbligatoriamente l’opzione per la destinazione dell’otto per mille ma anche l’otto per mille del gettito fiscale di chi non effettua tale scelta o di chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi, viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse (mediamente il 42,73% dei contribuenti hanno espresso una scelta tra il 1990 e il 2007) e salvo rinuncia unilaterale dei medesimi. Nel 2014 la Corte dei Conti ha rilevato che i fondi destinati alle religioni sono “gli unici che, nell’attuale contingenza di fortissima riduzione della spesa pubblica in ogni campo, si sono notevolmente e costantemente incrementati”. “Nel corso del tempo, il flusso di denaro si è rivelato così consistente da garantire l’utilizzo di ingenti somme per finalità diverse”, dando così vita “a un rafforzamento economico senza precedenti della Chiesa italiana”

 

Tags: , ,


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑