Nessuna donna tra i candidati a sindaco. Si pesca ancora nel mondo della sanità
Nessuna donna tra i tredici candidati a sindaco nei quattro comuni della nostra Diocesi. Franca Iurato, che era l’unica donna sindaco in carica nella provincia di Ragusa, ha deciso, dopo cinque anni alla guida di Santa Croce Camerina, di proseguire il suo impegno politico in modo diverso.
Spulciando tra i curriculum dei candidati a sindaco, emerge in modo fin troppo evidente la preponderanza delle professioni in campo medico e sanitario. Si contano, infatti, quattro medici, due infermieri, un farmacista. Ci sono anche due ingegneri, un ricercatore universitario, un docente di cucina, un impiegato, un pensionato.
Resta fuori il mondo dell’imprenditoria, delle professioni giuridiche, della scuola, del commercio, dell’artigianato. Sul perché occorrerebbe porsi qualche domanda. Solo i medici riescono ancora a tenere un rapporto diretto con la gente? Può essere una risposta. Ma da sola forse non spiega un fenomeno che rischia di lasciare scelte politiche importanti (a livello di sviluppo economico, urbanistico, infrastrutturale) soprattutto a chi ha compiuto studi in campo medico e sanitario. In questo contesto assumono ancor maggior valore e importanza i consigli comunali chiamati a dettare gli indirizzi a chi governa le città.
Ultimamente, purtroppo, il valore dei consigli comunali è stato svilito e quasi mai le assemblee elette direttamente dai cittadini sono riuscite a esercitare le facoltà di indirizzo e di controllo della pubblica amministrazione e a rappresentare le istanze e i problemi della città reale. Nella migliore delle ipotesi sono state delle arene che hanno accentuato i contrasti e le polemiche, allontanando i cittadini dalla partecipazione.
C’è anche la tendenza ad annullarne il valore politico preferendo il dialogo virtuale con i cittadini, attraverso internet e i social network, anziché il confronto in assemblea. Gli slogan al posto delle argomentazioni, il “gruppo di amici” al posto dei rappresentanti di tutti i cittadini, la ricerca del facile consenso anziché del bene comune.
È anche vero che non sempre i consiglieri comunali hanno dimostrato di essere all’altezza della responsabilità di rappresentare la comunità di cui sono espressione. Un motivo in più per compiere alle urne le scelte migliori.
