Società

Pubblicato il 16 Gennaio 2018 | di Antonio La Monica

Il nuovo consiglio di amministrazione incontra il personale

Una famiglia che vuole lavorare ancora e sempre meglio per la Diocesi di Ragusa. In spirito di comunione e collaborando con le parrocchie, con gli Uffici e con i tanti Enti locali di riferimento.

Questa la nuova immagine formale e sostanziale della Fondazione San Giovanni Battista.

Coerenza, etica, comunione e autentico spirito evangelico le direttive segnate dal presidente Renato Meli con i consiglieri Francesca Failla, Paolo Mollura, Giovanni Gatto e Luigi Buscema. Tutti insieme, con i dipendenti, per esprimere l’entusiasmo e la gratitudine per questo nuovo incarico affidato dal vescovo Carmelo Cuttitta.

“Dobbiamo trovare – spiega Renato Meli, presidente della Fondazione – lo stile della comunione, il gusto della comunione, il puntiglio della comunione. Il modo di concepire la Fondazione ci chiede di osare un passo nuovo nel nostro modo di pensare, suscitare nuovi attori, nuovi spazi sociali e nuovi strumenti culturali per continuare a trasmettere quelle buone notizie e quella fede che l’hanno fatta nascere e per le quali continua a vivere. Ciò significa non rassegnarsi al compito meramente esecutivo di applicare una figura istituzionale già definitiva di Fondazione; significa accettare la sfida e la fatica di costruire l’istituzione Fondazione dall’interno”.

Ad oggi la Fondazione gestisce cinque progetti della rete nazionale SPRAR per richiedenti asilo e rifugiati, cura progetti di prima accoglienza per stranieri e di sostegno alle povertà locali.

L’immagine della tenda è quella scelta dal presidente per raccontare la sua idea di Fondazione. “Immaginiamo – spiega – che la Fondazione sia una tenda che si gonfia sotto l’urto dello Spirito, e una tenda che si arrotola, sempre pronta per un nuovo cammino. L’icona della tenda, suggerisce l’idea della provvisorietà, della missione, dello stare insieme. Ed insieme proveremo a risolvere ogni problema. In Fondazione siamo chiamati non solo a lavorare, ma anche a testimoniare: non avremo nulla da dire agli altri se ci comporteremo come gli altri. Siamo chiamati a vivere il Vangelo, ogni giorno. Il nostro datore di lavoro è la Diocesi ma, ancor prima, è Gesù Cristo”.

Superare il culto della furbizia, evitare ogni ipocrisia ed iniquità. Questi gli obiettivi del nuovo Cda.

“Dismettere la furbizia e provare ad essere meno ipocrita possibile, questi sono gli obiettivi della mia vita – conferma Renato Meli – e, dunque, apprezzerò soprattutto chi vorrà seguirmi in questo percorso”.

“Il programma del nuovo CdA – spiegano i componenti – è breve a dirsi ma al contempo molto impegnativo: proveremo innanzitutto a salvaguardare i posti di lavoro e per farlo stiamo pensando a diversificare gli interessi della Fondazione senza trascurare quelli già in essere. Proveremo ad occuparci del patrimonio immobiliare ancora non utilizzabile. Lavoreremo per dare supporto alla Diocesi, ai suoi Uffici, e alle parrocchie, così come previsto dal nostro Statuto”.

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Autore

Antonio La Monica

Giornalista professionista presso “La Sicilia”.



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