Società

Pubblicato il 20 Febbraio 2018 | di Luciano Nicastro

Si sta perdendo il piacere di reincontrarsi al cinema

Una volta si andava al cinema, magari più volte la settimana, e questo serviva a riempire l’animo di sogni e idee. Ora sembra che gli incassi dei cinema siano quasi dimezzati perché le sale sono semivuote. Una delle principali ragioni è dovuta al fatto che ogni giorno i canali televisivi ci invadono di film per l’intera giornata e quindi non hai più il piacere di andare al cinema per vedere un’altra pellicola. E, quindi, siamo destinati a perdere sogni e fantasia. Finirà che un giorno i cinematografi diventeranno archeologia artistica.

Tale stato di cose percorre tutta la nostra penisola toccando numerose città. Anche il territorio ragusano non è immune dalla problematica. A tale proposito abbiamo contattato Marco, che svolge la sua quotidiana attività lavorativa come collaboratore nella gestione di una rinomata sala cinematografica in zona iblea. La sua esperienza, ormai pluriennale, gli consente di esternare alcune riflessioni che ci possono aiutare a comprendere cosa sta accadendo al comparto.

Come vanno le sale cinematografiche?

«La gente che a Ragusa va al cinema – spiega Marco – è una pochissima parte. Le sale cinematografiche sono, per lo più, frequentate da due categorie: gli anziani e i giovanissimi. All’appello mancano quelli che spesso preferiscono fruire del cinema tramite il mezzo televisivo. Resta assente dalle sale la fascia di popolazione che va dai 45 ai 65 anni. Va detto anche che è aumentata la fruizione on line del cinema e che la stessa, talora anche a discapito della qualità, garantisce di avere a portata di clic tutti i film usciti nel periodo desiderato dall’utente».

Come sono andate le sale cinematografiche lo scorso anno, ad esempio, a Ragusa?

«Lo scorso anno, anche a Ragusa, è stato l’anno orribile del cinema italiano avendo registrato un calo molto cospicuo degli incassi rispetto all’anno precedente. La spiegazione è semplice. Nel 2016 il noto film interpretato dal bravo cabarettista Checco Zalone ha incassato approssimativamente la metà del totale complessivo registrato dagli altri film. Ciò significa, altresì, che la stragrande maggioranza delle persone va al cinema solo in occasione dell’uscita di alcuni film. Per il resto si registrano fenomeni per lo più di categoria destinati ad esaurirsi nel giro poche settimane».

Ci sono fasce di categorie di pubblico che apprezzano il cinema?

«Occorre distinguere per generi. Vi sono quelli che attirano pubblico di sesso femminile, altri, come i cartoni animati, sono dedicati ai più piccoli. Quelli sui super eroi attirano un pubblico di giovanissimi, in particolare, di sesso maschile. Infine, ci sono i film di qualità, che richiamano la ristrettissima cerchia dei cinefili, che, non di rado, in un territorio come quello ragusano, non consentono una programmazione settimanale a causa della scarsa affluenza. Altra considerazione riguarda l’introduzione delle multisale che, in ambito ibleo, hanno certamente contribuito a portare un incremento di persone che frequentano le sale, sebbene siano cambiate del tutto le abitudini e anche le modalità di scelta: si sceglie sul posto il film».

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Autore

Luciano Nicastro

Laureato in Filosofia alla Cattolica di MILANO e in Sociologia alla Università degli Studi di URBINO, è stato per molti anni professore di filosofia e storia al Liceo Scientifico “E. Fermi” di Ragusa. Filosofo e Sociologo di orientamento “mounieriano”. Ha insegnato storia della filosofia e storia della sociologia. Docente di Antropologia filosofica presso l’Istituto Teologico Ibleo di Ragusa, è stato docente di Sociologia delle Migrazioni e di soc. dell’educazione alla LUMSA di Roma – sede di Caltanissetta; è stato altresì docente di Domande Filos. Contemp., di filos. della Religione e filosofia politica alla Facoltà Teologica di Sicilia a PALERMO. Consigliere Nazionale delle Acli, ha fatto parte della Associazione “Agostini Semper” tra i laureati della Cattolica di Milano ex alunni del Collegio Augustinianum, militante del MEIC (movimento ecclesiale di impegno culturale), della Lega Consumatori ed Utenti. Ha pubblicato diversi libri, articoli e ricerche di filosofia, psicologia, sociologia, teologia e psicopedagogia oltre che sui temi della scuola, del lavoro, della famiglia e della condizione meridionale e sulla nuova questione giovanile…



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