Vita Cristiana

Pubblicato il 17 aprile 2018 | di Redazione

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Musica sacra, lode e commozione per il Festival Musica Liturgica in ricordo di Pippo Rizza

“Non si canta nella Messa, si canta la Messa” con queste parole di Don Gino Alessi, Direttore dell’Ufficio Liturgico, si è concluso il Festival di Musica Liturgica, festa dei Cori parrocchiali, svoltosi presso la meravigliosa cornice barocca della Basilica San Giovanni Battista a Vittoria.

Uno spettacolo-contemplazione che ha visto l’alternarsi sul palco di 8 cori che svolgono abitualmente servizio di animazione liturgica. Ciascun coro ha eseguito due brani di musica sacra, il primo scelto liberamente ed il secondo “A te Padre”, scritto da Pippo Rizza, assegnato dalla giuria, ma rappresentato da ogni coro con tecnica e arrangiamento propri.

Considerato l’aspetto non competitivo attribuito alla manifestazione e il carattere religioso dell’evento, la gara ha lasciato il posto ad una solidale comunione di voci e musica e tutti i cori hanno ben interpretato lo spirito di questa prima manifestazione del genere in diocesi, compresi i bambini ed i ragazzi del Coro di Voci Bianche della parrocchia SS. Nunziata di Ragusa, sorretti dall’applauso dei presenti e dei genitori al seguito.

Pur nello spirito della fraterna partecipazione, la Commissione Artistica formata da Don Gino Alessi, Direttore dell’Ufficio Liturgico della Diocesi di Ragusa e da cinque esperti in campo musicale: i Maestri Michela Bonavita (presidente), Francesco Drago,  Gianluca Abbate, Stefania Pistone e Gianna Rizza, ha avuto un arduo compito nel giudicare i cori altamente preparati e particolarmente coinvolti e motivati. Alla fine, dopo un’attenta valutazione dell’intonazione, dell’esecuzione e dell’elaborazione dei brani, si è così espressa: primo classificato il Coro Maria SS. Annunziata di Comiso, diretto dal Maestro Giovanni Strada che a eseguito a cappella il brano “Ubi Caritas” di Maurice Duruflé.

Secondo classificato il Coro Laudatis della parrocchia Resurrezione di Vittoria, diretto da Angelo Musumarra e terzo classificato proprio il Coro di Voci Bianche Maria SS. Nunziata di Ragusa.

Una menzione speciale è stata attribuita al Coro Madonna delle Lacrime di Vittoria per l’esecuzione originale del brano “A te Padre”.

Si sono classificati  ex aequo, al quarto posto, il Coro Polifonico della Parrocchia Resurrezione di Vittoria, il Coro Parrocchiale Madonna Assunta di Vittoria, la Schola Cantorum San Giovanni Battista di S. Croce Camerina, il Coro Graziosus di S. Maria delle Stelle di Comiso e il Coro Madonna delle Lacrime di Vittoria.

A tutti i cori partecipanti è stata consegnata come premio una chitarra, a testimonianza dell’eredità spirituale lasciata da Pippo Rizza, animatore musicale ed educatore cui il Festival era intitolato, e le parole di quest’ultimo impresse in un attestato di partecipazione “è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra!”

Proprio nella figura di questo esemplare laico cristiano e cittadino di elevato spessore morale e spirituale, formatosi alla scuola dell’Azione Cattolica, sono confluiti il senso e i motivi della manifestazione: Pippo utilizzava la musica come metodo educativo e strumento di evangelizzazione: sottolineando il ruolo centrale dei canti nelle celebrazioni liturgiche, li trasformava in elementi di stupore, di lode e di contemplazione, facendo propria l’affermazione di Sant’Agostino che “chi canta prega due volte”.

Presenti il Vicario Generale Don Roberto Asta, il Vicesindaco di Vittoria Dott. Andrea La Rosa, numerosi esponenti del clero ragusano, il presidente diocesano di Azione Cattolica Francesco Arangio, diversi componenti dell’Azione Cattolica diocesana e parrocchiale, numerosissimi amici di Pippo e centinaia di persone di tutte le età accorse nella Chiesa Madre vittoriese per vivere una festa all’insegna della bellezza e della centralità del canto liturgico.

Lo spettacolo è stato caratterizzato da momenti di intensa emozione, in particolar modo durante gli interventi degli amici di Pippo: l’avv. Piero Gurrieri, sottolineando l’umiltà di Pippo ne ha elogiato lo stile silenzioso: “Pippo dava centralità ai comportamenti, alle azioni”. Significativo il pensiero di Luca Scollo: “Pippo faceva un vestito con la stoffa che trovava, non usava tessuti pregiati. Riuniva le persone e tirava fuori il meglio da ognuno”. Padre Andrea Pomillo ha ricordato il suo “sorriso disarmante che strappava il sì”. Il dott. Emanuele Occhipinti, l’amico di sempre, ha esortato tutti a “completare l’opera che Pippo ha lasciato incompiuta”: e la presenza di tanti giovani e voci bianche tra coloro che hanno cantato è risuonata subito come un compimento di quest’eredità spirituale, un completamento della sua opera!

Grande commozione ha suscitato l’omaggio reso alla signora Concetta, mamma di Pippo e l’ingresso sul palco della moglie Cettina, che ha ricordato il modo esemplare con cui Pippo ha affrontato la malattia, la sua certezza che la sofferenza può avere un grande significato se unita alla Passione di Cristo. Ha strappato non poche lacrime quando ha detto: “Al ritorno dalla chemioterapia, sfinito, animava la Messa, suonava anche con le dita sanguinanti e gli passava tutto!”

 

di Silvana Amato

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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