Società

Pubblicato il 4 giugno 2018 | di Alessandro Bongiorno

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Le fake news figlie del diavolo, ecco tre modi per difendersi dalle falsità e dall’odio in rete

«La libertà nasce dall’adesione alla verità»: lo ha detto il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, aprendo il seminario sul tema ‘‘La verità vi farà liberi: il giornalismo al tempo della post-verità e la lotta all’odio nei social network’’, promosso dall’ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Ragusa, dalla sezione provinciale dell’Associazione siciliana della Stampa e dall’Unione stampa cattolica italiana.

L’appuntamento ha caratterizzato la Giornata diocesana delle comunicazioni sociali, aiutando a riflettere, partendo dal messaggio del Papa, sul ruolo dell’informazione in un momento storico caratterizzato dall’esplosione sui social network di notizie false, in grado anche di generare conflitti e di condizionare la vita democratica.

Don Mario Cascone, teologo morale, giornalista e direttore di Insieme, non ha usato perifrasi, accostando le fake news all’agire di Satana. «Presentare una notizia falsa in modo da farla sembrare vera è proprio del diavolo». E proprio così agì il diavolo nel giardino dell’Eden prospettando a Eva una realtà che fece precipitare l’umanità nell’abisso del peccato. Su altri piani è quello cui assistiamo oggi, con la diffusione di notizie che manipolano e ingannano il lettore, stimolando disprezzo e rabbia verso il nemico da colpire.

Come difendersi? Don Mario Cascone, Nello Scavo (inviato di Avvenire e autore del libro ‘’Fake pope’’ che ha stanato una serie di bufale diffuse su Papa Francesco), Bruno Mastroianni (autore del libro “La disputa felice”) hanno offerto tre risposte diverse. Per don Mario Cascone, l’antitodo è «lasciarsi purificare dalla verità», rimettendo al centro la persona perché «non è – ha scandito – la libertà che ci farà veri, ma la verità che ci renderà liberi».

Scavo, per il quale le fake news sono «come quel veleno che, goccia dopo goccia e lentamente, ti uccide del tutto», ha chiesto ai giornalisti di «assumersi le proprie responsabilità davanti alla storia» non accontentandosi mai di ciò che appare come verità e agli utenti delle informazioni on line di comportarsi con le notizie come già fanno quando devono acquistare un prodotto su internet.

Ovvero, verificando l’affidabilità del sito, leggendo le recensioni sul venditore, usando ogni precauzione prima di diffondere sulla rete i codici della propria carta di credito. Lo stesso andrebbe fatto prima di condividere una notizia che magari non corrisponde alla verità ma solo «a cosa piace sentirsi dire». Per Mastroianni, per il quale dobbiamo «imparare a mettere la differenza come perno delle relazioni», il vero problema delle chat che seminano odio è «il silenzio degli intelligenti».

Per tutti c’è quindi una parte di responsabilità da assumersi. Per chi opera nel mondo dell’informazione rimane una perla l’immagine regalata dal Papa del giornalista come «custode delle notizie». Anche così, come ha evidenziato nella conclusione del suo intervento don Mario Cascone, «si potrà promuovere un giornalismo di pace, a servizio di tutte le persone e, soprattutto, delle persone che non hanno voce».

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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