Vita Cristiana

Pubblicato il 21 Settembre 2018 | di Silvio Biazzo

La Madonna Pellegrina di Fatima accolta festosamente a Ragusa

E’ stata una cerimonia sobria ma dal forte contenuto emotivo: è la ottava statua della Madonna Pellegrina proveniente da Fatima che è stata accolta nel piazzale antistante l’Ospedale Civile, a riceverLa don Giorgio Occhipinti Responsabile diocesano della Pastorale della salute, con lui il Prefetto Librizzi, il Sindaco Cassì, il Comandante provinciale dei Carabinieri Ten. Col. Reginato, il Comandante provinciale delle Fiamme Gialle Col. Solombrino, il Direttore del distretto sanitario dell’Asp di Ragusa dr. Granata, i rappresentanti dell’Associazione carabinieri del capoluogo, i rappresentanti delle associazioni di volontariato e tantissimi fedeli.

E’ stato il Prefetto Librizzi a collocare la corona sul capo del simulacro della Madonna così come vuole il rituale di accoglienza, parole di profondo significato sono state formulate dal Prefetto e dal Sindaco, è seguito l’intrvento di don Giorgio ha al termine ha impartito la benedizione ai presenti e poi la statuetta è stata portata all’interno della cappella dell’ospedale dove rimarrà per la venerazione dei fedeli: nutrito e articolato il programma che, sino al 30 settembre, avrà come fulcro l’ospedale Civile cittadino giorno della partenza della venerata statua.
Nostra Signora di Fátima (in portoghese: Nossa Senhora de Fátima) è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù.
Al titolo mariano di Nostra Signora di Fatima, sono consacrate numerose cattedrali nel mondo, e quattro Congregazioni di suore di diritto pontificio.
Fra le apparizioni mariane riconosciute ufficialmente dalla Chiesa Cattolica, quelle relative a Nostra Signora di Fátima sono tra le più famose. Le pastorelle Lúcia dos Santos di 10 anni e Jacinta Marto di 7 anni con il pastorello Francisco Marto di 9 anni, fratello di Jacinta e cugino di Lúcia, il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai tre in quello stesso luogo per il tredici di ogni mese, fino al 13 ottobre.
Secondo il racconto dei tre, le apparizioni continuarono per un po’ di tempo, accompagnate da rivelazioni di eventi futuri: la fine imminente della prima guerra mondiale; il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, debellabile solo mediante la Consacrazione della nazione stessa al cuore immacolato di Maria, per opera del papa e di tutti i vescovi riuniti. In seguito alla promessa fatta ai tre pastorelli dalla Madonna riguardo a un evento prodigioso, il 13 ottobre 1917 molte migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito a un fenomeno che fu chiamato “miracolo del sole”. Molti dei presenti, anche a distanza di parecchi chilometri, raccontarono che mentre pioveva e spesse nubi ricoprivano il cielo, d’un tratto la pioggia cessata e le nuvole si erano diradate: il disco del sole, tornato visibile, avrebbe ruotato intorno a un punto esterno, diventando multicolore e ingrandendosi, come per precipitare sulla terra. Francisco e Jacinta morirono pochi anni dopo, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, a causa dell’epidemia di spagnola che in quegli anni fece molte vittime anche in Portogallo. Lúcia invece divenne monaca carmelitana scalza, e mise per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima, così come lei stessa li aveva visti.
Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. A Fátima è stato edificato un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, e in seguito anche da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti del luogo, dove si recò più di una volta in pellegrinaggio.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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