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Pubblicato il 24 Ottobre 2018 | di Alessandro Bongiorno

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L’ex provincia sullo SPRAR «Rispettati i requisiti di legge»

Nella gara ad evidenza pubblica aggiudicata alla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa sono stati rispettati tutti i principi del codice dei contratti. Lo evidenzia il Libero Consorzio Comunale di Ragusa (ex Provincia di Ragusa) in merito alla gara ad evidenza pubblica per l’individuazione dell’ente gestore dello Sprar, il servizio di accoglienza per i migranti, sulla quale ha mosso dei rilievi l’Anac. Il commissario Salvatore Piazza sulla delibera dell’Anac, che rileva profili di criticità’ riguardo principalmente i criteri di valutazione delle offerte (ed, in particolare, a quello legato al “radicamento nel territorio dell’organizzazione negli anni”) ha chiesto una relazione al dirigente Raffaele Falconieri.

«È bene precisare ed evidenziare – scrive il dirigente Falconieri nella sua relazione al Commissario Piazza – che il criterio “radicamento nel territorio dell’organizzazione negli anni”, risulta perfettamente conforme a quanto stabilito dal Decreto del Ministero dell’Interno del 10 agosto 2016 disciplinante le modalità di accesso da parte degli enti locali ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo. Il requisito “radicamento” inteso come “profondo inserimento in un ambiente sociale” garantisce quel processo di inclusione sociale che è l’obiettivo principale dello Sprar. Il manuale operativo Sprar e le linee guida del Ministero dell’Interno portano ad una linea comune ovvero alla profonda integrazione tra l’accoglienza del rifugiato e il tessuto sociale. Solo chi conosce profondamente il tessuto economico del territorio può dare una mano all’inserimento e, se possibile, all’impiego del beneficiario. Il criterio del “radicamento” dell’organizzazione nel territorio della Provincia di Ragusa non era, comunque, un requisito per la partecipazione al bando pubblico, ma criterio premiale di valutazione dell’offerta tecnica, con l’attribuzione di un massimo di punti 20 su cento. Per l’Anac, invece “sarebbe preferibile fare riferimento alla “conoscenza del territorio”, attribuendo non più di 10 punti sul totale, anche “se è possibile attribuire un punteggio maggiore in ragione della specificità dei servizi”».

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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