Cultura

Pubblicato il 30 Ottobre 2018 | di Luca Farruggio

Lode all’animale

C’è chi lo venera sempre e comunque come un Pitagora redivivo, e c’è chi ormai lo vede solo come un malato di Alzheimer. Tra seguaci ciechi (e a volte fanatici) e amici (spesso presunti o mitomani), ultimamente, si è detto tutto e il contrario di tutto su un grande artista: Franco Battiato. Per l’appunto un grande artista. Questo era, è e resterà eternamente Franco Battiato. Un artista a tutto tondo che, specialmente con la musica, sperimenta sempre il possibile e l’impossibile della natura umana-divina.

Nel suo sperimentare (è il verbo più adatto da attribuire a Battiato) ha dato anche una visione profonda e precisa del “vizio”. E nel fare ciò, forse, ha tenuto insieme la sua musica “strana”, raffinata e originale degli anni ’70 (dove “sperimentare” voleva dire anche “viaggiare” con alcune droghe potenti) con quella più mistica degli anni ’80 e ’90 (in cui la ricerca del divino è al centro della sua poetica).

Per parlare del vizio voglio prendere in esame una canzone del 1985: “L’animale”. Un testo che ci parla di rimpianti, di voglia di cambiamento e di passioni quotidiane. Battiato parla di un “animale” che lo tiene incatenato alle cose della Terra.

“Ma l’animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai,
si prende tutto, anche il caffè,
mi rende schiavo delle mie passioni.
E non si arrende mai e non sa attendere,
e l’animale che mi porto dentro vuole te”

Sembra solamente un quadro negativo e passionale, una lotta impari contro i propri vizi. Ma, alla fine, Battiato ci spiazza. L’animale, infatti, non incatena l’uomo solo a vizi e alle passioni. E’ vero, nella lotta tra l’uomo e l’animale è sempre l’animale a vincere. Tuttavia l’animale porta la sua vittima anche alla passione amorosa. Cioè a un destino quotidiano che tutti ricerchiamo disperatamente nella nostra esistenza.

Non a caso alcune persone dedicano questa canzone al proprio partner in maniera positiva. “L’animale” è anche una canzone d’amore! Cosa c’è di più bello della passione amorosa? Sarà pure un vizio, ma ci fa sentire vivi e meno soli nella nostra ricerca (anche divina).

Perciò, oltre alla “Lode all’inviolato” (canzone bellissima del 1993), andrebbe fatta anche una “Lode all’animale”. E anche se

“Avrei voglia di dirti che è meglio se sto solo”

l’animale, appunto, non riporta solo ai vizi, ma anche a una passione d’amore che può trasformarsi in un cammino d’amore. Con le dovute attenzioni l’animale, quindi, va anche lodato. In altre parole, non bisogna essere troppo rigidi con se stessi e bisogna saper trasformare il vizio in una storia d’amore.

L’animale pertanto va sempre anche ringraziato. Perché, nel saperci convivere, lo si può trasformare in virtù. Insomma: “le nuvole non possono annientare il Sole”. E come dicevano alcuni padri del deserto: “togli le tentazioni e nessuno si salverà”.

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Autore

Luca Farruggio

Luca Farruggio (Catania 1984). Dopo aver conseguito la maturità classica nel 2003 a Ragusa e aver vinto il primo Premio Nicholas Green nella stessa provincia, si è laureato in Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano nel 2007, con una tesi sull’utopia scientifica. Qui ha seguito con interesse i corsi di Massimo Cacciari, Emanuele Severino, Giovanni Reale ed Enzo Bianchi. Nel 2006 ha esordito nel mondo della poesia con BUGIE ESTATICHE (prefazione di Manlio Sgalambro e postfazione di Enzo Bianchi) e nel mondo della narrativa con LA SCOMPARSA DI COLMAPOTRA. Nel 2010 ha pubblicato una raccolta di poesie, GESU’ AL BAR, vincendo la Targa Antonio Corsaro del Premio Natale Città di Tremestieri Etneo. Nel 2011 è uscita la raccolta A CUORE PURO, in cui l’autore mostra la sua vicinanza al monachesimo di Bose. Sempre nel 2011 consegue la laurea specialistica in Filosofia della Storia al San Raffaele di Milano con una tesi sulla teologia bizantina. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo saggio: L'ESICASMO E LA DIFESA DI GREGORIO PALAMAS. Nel 2016 è uscita la sua quarta silloge poetica: DELLA LUCE NON CONOSCO IL MISTERO-LA VITA DEL POETA. Dal 2015, come pubblicista, collabora con il giornale INSIEME-RAGUSA e dal 2018 con Operaincerta e diversi blog. Nel 2016 ha conseguito il Master di II livello in Didattica della Lingua Italiana presso l'Università Tor Vergata Roma. Nel 2017 è uscito DEL PESSIMISMO TEOLOGICO, un dialogo tra un teologo, un filosofo e un poeta, e nel 2018 ha pubblicato L'ULTIMA PAROLA (prefazione di Domenico Ciardi), la sua quinta raccolta di poesie.



One Response to Lode all’animale

  1. Grazie per questo ‘ passo avanti’ nella filosofia di Battiato anche se credo che certi collegamenti vadano fatti eventualmente dall’Autore stesso.Liana

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