Vita Cristiana

Pubblicato il 1 Febbraio 2019 | di Redazione

0

La luce e la sorgente della vita

“Su tre colonne il mondo sta: lo studio della Torah, la preghiera e la misericordia”. Lo studio delle Sacre Scritture, la preghiera e l’evoluzione di un cuore misericordioso, oltre a reggere il nostro mondo interiore, illuminano le nostre esistenze. Vediamo in che senso.

Lo studio orante delle Sacre Scritture. “Nel rotolo del libro di me è scritto” (Sal 40): l’autore sacro ha la consapevolezza che nelle Sacre Scritture è scritto di lui, è scritto dell’uomo, è scritto di ciascuno di noi. Così, ad esempio, nella storia di Esaù e Giacobbe  possiamo leggere i nostri conflitti familiari, la competitività che ci caratterizza, la tendenza a cavarcela con furbizia,  il nostro modo di gestire le ferite, la necessità di lottare con Dio, la possibilità di avviare percorsi di riconciliazione. Sì, nei vari personaggi della Bibbia ritroviamo qualcosa del nostro cuore e via via che li conosciamo, li interroghiamo ed entriamo in dialogo con essi, ecco che gettiamo luce sulle nostre vicende interiori e relazionali, come d’altronde queste ultime, nella misura in cui le meditiamo, ci aiutano a cogliere sempre meglio le vicissitudini dei personaggi biblici.

La preghiera. I salmi, uno dopo l’altro, costituiscono un itinerario di illuminazione e trasformazione delle nostre vite. Infatti, attraverso di essi il Signore ci aiuta a dare voce ai desideri, alle fatiche, ai travagli della nostra interiorità, ai suoi incubi, ai suoi tormenti, alle sue possibili evoluzioni. Essi ci aiutano a sviluppare la luce della resilienza, ovvero la capacità di attraversare le prove, le crisi e i traumi della vita, uscendone rafforzati e maturati. Valorizzando tali prove, crisi e traumi come occasioni di apprendimento e di crescita. Certo, ci sono sofferenze dovute a un cattivo funzionamento della nostra mente e in tal caso si tratta di cambiare pensiero ed approccio alla vita per liberarsi da dolori inutili. Così, se pensiamo sempre di essere una vittima incompresa o se riteniamo che cervello maschile e femminile lavorino allo stesso modo.

Ma ci sono sofferenze inevitabili che la vita non risparmia a nessuno. In quest’ultimo caso la preghiera dei salmi diventa luce che permette di andare avanti, maturando sapienza ed amore nonostante tutto. E che fa  divenire più sensibili alle sofferenze altrui. Anche a quelle del Medico Divino, Dio povero e crocifisso, che ci viene incontro aiutandoci e chiedendoci aiuto.

La misericordia. I teorici della mindfulness insistono sulla necessità di guardare con cordialità e benevolenza al nostro limite e a quello altrui, come fattore protettivo della salute mentale di fondamentale importanza. In effetti, senza aria non si respira, senza cibo non si vive, senza misericordia ogni rapporto fallisce. La misericordia ci aiuta a gettare uno sguardo di luce sull’umana fragilità, evitando le derive depressive, narcisistiche o iraconde di chi non fa pace con la propria povertà e con quella del prossimo. Senza che l’oscurità dovuta al giudizio e al rifiuto abbia la meglio. Sì, “è in te la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce” (Sal 35).

                                                                                                          Nello Dell’Agli

Tags: , , , , , ,


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑