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Pubblicato il 11 Febbraio 2019 | di Redazione

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Medicina delle Relazioni – Il Processo di umanizzazione dei servizi sanitari in ospedale

12 Febbraio 2019 – Sala Conferenze Ospedale Giovanni Paolo II, Ragusa

Umanizzazione dell’ospedale è una locuzione che include parecchi aspetti, come si conviene a un argomento che non rientra in una specifica disciplina, ma costituisce un campo di discussione per affrontare difficoltà vecchie e nuove che emergono nella medicina, a seguito delle profonde trasformazioni demografiche, epidemiologiche e di stile di vita della società post-industriale.
Gli uomini si sono da sempre posti il problema della promozione della salute e della cura delle malattie; l’ospedale è un’istituzione di antica origine, declinata secondo concezioni diverse di salute e malattia, di diagnosi e cura, ma presente in tutte le società. Non c’è tuttavia nulla di più naturale e comune delle patologie e della fine di una vita, poiché, come affermava M. Foucault, l’uomo non muore perché si ammala, ma si ammala perché è mortale .
I progressi scientifici e tecnologici hanno però aperto nuovi orizzonti di cura e prevenzione nei confronti di patologie altrimenti non trattabili; la crescente consapevolezza dei cittadini del proprio ruolo attivo nella gestione della salute ha fatto uscire la medicina e le sue strutture dall’ambito strettamente diagnostico-terapeutico e ha modificato le richieste e le aspettative degli utenti.
I cittadini malati si aspettano dagli operatori sanitari prestazioni che conducano alla guarigione.
L’Ospedale diviene pertanto un crocevia di interazioni caricate di valenze e di attese non sempre reali: la negazione sociale della morte trasforma la medicina in magia per produrre l’immortalità o la sopravvivenza ad oltranza. Spesso gli operatori medesimi colludono inconsciamente con questa prospettiva, rendendo quest’utopia l’obiettivo della propria formazione e lavoro.
La realtà ospedaliera è forgiata da quest’immaginario che riflette le procedure, le richieste economiche, i linguaggi verbali che i pazienti e i loro parenti scambiano con gli operatori sanitari.
Si è così spostata l’attenzione dalla relazione con la persona malata a quella con la malattia: questa prerogativa della medicina occidentale ha stravolto il ruolo tradizionale del terapeuta, sostituendolo con quello del tecnico e dello specialista. Ciò ha mutato la componente relazionale della medicina, imprescindibile in ogni attività che preveda l’interazione tra individui, e ha costretto a riflettere sulla necessità di sviluppare nuovi modelli di intervento che promuovano la sua umanizzazione.
L’incontro affronta problemi che operatori e amministratori incontrano ogni giorno nella complessa realtà delle relazioni con gli utenti, sia soluzioni e strategie di intervento messe in atto in risposta a tali problemi.
I contributi dei relatori analizzano aspetti teorici e difficoltà sociali, culturali e istituzionali che sottendono il processo di cura ed evidenziano un evidente scarto tra le esistenti strutture cliniche e le esigenze della popolazione. Infine verranno descritte esperienze di Umanizzazione presso alcune strutture ospedaliere dell’Asp di Ragusa e la formazione degli operatori sanitari, alla luce delle nuove esigenze dei cittadini e delle trasformazioni sociali.

Don Giorgio Occhipinti

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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