Attualità

Pubblicato il 1 Aprile 2019 | di Eleonora Pisana

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“La corruzione: una sfida etica”

Primo incontro del percorso di formazione politica e sociale “Civicamente”, promosso dalla Diocesi di Ragusa attraverso l’Ufficio per la Pastorale sociale e il Lavoro, la Caritas diocesana di Ragusa e l’Ufficio per la cultura.

«La corruzione non è un atto, ma uno stato, uno stato personale e sociale, nel quale uno si abitua a vivere. I valori (o non-valori) della corruzione integrano una vera cultura, con capacità dottrinale, linguaggio proprio, maniera di procedere peculiare. E’ una cultura di pigmeizzazione, in quanto convoca proseliti con il fine di abbassarli al livello di complicità ammesso». Queste parole di Papa Francesco definiscono il tema controverso affrontato da Rocco D’Ambrosio, docente di etica politica alla Pontifica Università Gregoriana); in occasione del primo incontro di “Civicamente”, percorsi di formazione politica e sociale promossi dalla Diocesi di Ragusa. La corruzione dal docente è stata paragonata ad una malattia per noi italiani quasi incurabile, ma come ogni male, anche per quello sociale, esiste una cura. Molti paesi stanno facendo passi avanti in tal senso. Anzitutto è bene capire come la corruzione sia uno dei tanti sintomi di una ben più ampia crisi culturale ed etica. Spesso c’è anche una sostanziale confusione a capire cosa si intenda con questo termine. Difatti il professore D’Ambrosio precisa che si può parlare di corruzione solo per la sfera pubblica, che dovrebbe essere ineccepibile, mentre tutto ciò che avviene tra i privati è reato, ma non può essere definito corruzione. Da evitare anche la confusione tra corruzione e mafia che possono definirsi “non sorelle, non gemelle; bensì cugine”.

Data la complessità del fenomeno, in correlazione, anche le cure non sono di facile individuazione. Non basta solo un’appropriata formazione politica. Nei paesi meno afflitti da corruzione politica, si oppone: l’educazione civica (promossa dalla scuola, dalla famiglia, dalle associazioni), una maggiore partecipazione politica (cittadinanza attiva), una legislazione semplificata e chiara in materia. In Italia purtroppo, nonostante l’azione dell’Autorità nazionale anti corruzione, la strada è in salita. I dati parlano di una crescita esponenziale della corruzione dalla fine degli anni ’60, ma c’è una difficoltà stessa nella quantificazione del fenomeno, poiché i dati che ci vengono forniti provengono dalle denunce, che possono dare solo una vaga percezione del fenomeno. Quello che si conosce dunque è solo la punta dell’iceberg. Spesso si tende a delegare ad altri la soluzione al problema, “aumenta la sfiducia nella politica, ma esiste una responsabilità: i politici corrotti vengono fuori dai cittadini e i cittadini li sostengono”.

Proprio per questo:  «I percorsi, dal nome  “Civicamente” – spiega Renato Meli, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e il Lavoro- intendono promuovere la cittadinanza attiva e sono intesi come momenti di formazione e di confronto sui valori fondamentali della vita pubblica, ispirandosi ai principi del cristianesimo e all’insegnamento sociale della Chiesa, primi fra tutti la solidarietà, l’onestà, la legalità. L’obiettivo è creare in chi ha a cuore il bene pubblico e i valori democratici la consapevolezza di una formazione che sia propedeutica ad un impegno concreto e sia di sostegno e arricchimento in chi opera come membro della comunità sociale e politica».

In vista del percorso formativo vero e proprio che partirà ad Ottobre e per cui sono aperte le iscrizioni, i prossimi incontri propedeutici e aperti a tutti si terranno: sabato 11 Maggio 2019 alle ore 18:30  a Palazzo Garofalo sul tema “Mafia e amministrazioni locali”; mentre l’ultimo degli appuntamenti di questo trimestre sarà un “Laboratorio di approfondimento” e si terrà venerdì 24 Maggio alle ore 18:30 presso il Saloncino del Vescovado, in via Roma, 109, a Ragusa.

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Autore

Eleonora Pisana

Diplomata in maturità classica, studia Scienze della Comunicazione a Catania. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche on-line e ha svolto un tirocinio presso il quotidiano “La Sicilia” di Ragusa. Attualmente volontaria del servizio civile presso l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa.



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