Società

Pubblicato il 3 Aprile 2019 | di Silvio Biazzo

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Il bullismo segna, non insegna

E’ uno dei fenomeni preoccupanti e dilaganti di questo scorcio di inizio secolo: il bullismo sta sempre più diventando coscienza di una sofferenza sociale che deve essere fermata al più presto. E l’arma ideale è sempre l’educazione che deve, prima di tutto, partire dalle famiglie, nucleo primario sia della vittima che del suo persecutore. Ma la famiglia non può e non deve rimanere da sola nella lotta al bullismo bensì deve essere accompagnata nel percorso dalla scuola e dai media. Innanzi tutto la scuola si deve impegnare in prima linea a sconfiggere il bullismo, riprendendo l’autorità investitagli dalla società all’educazione non solo scolastica ma anche caratteriale e sociale del ragazzo che vi partecipa. La scuola deve potere creare le aspirazioni del ragazzo senza false stanchezze, deve sapere educare alla voglia dell’apprendimento. Importante poi il ruolo dei media, invece, è opportuno sottolineare che i ragazzi vivono di miti e simboli. La società e con essa i suoi media sono abbastanza intelligenti da comprendere quali possano essere i miti da proporre ai ragazzi. E’ importante che l’argomento vada trattato in tutte le trasmissioni televisive, nei giornali, entrando nelle case delle famiglie, per essere ascoltati in modo intelligente.

Sono questi alcuni degli spunti che fanno da cornice al percorso formativo e di sensibilizzazione dal titolo “Il bullismo non insegna, segna” in programma sabato 6 aprile, dalle 16,30 alle 20, al castello Enriquez (ex carcere) di Vittoria: promosso dal Centro ascolto al disagio di Ragusa, l’appuntamento si prefigge di avviare una riflessione a più voci su un fenomeno che merita la massima attenzione. Il Cad, rappresentato dalla presidente Dina Cassarino, dalla vicepresidente Valentina Gurrieri e dalla responsabile della comunicazione Elena Pompeo, ha coinvolto una serie di personalità per trattare il delicato argomento. Dopo i saluti del presidente Confcommercio Vittoria, Gregorio Lenzo, che ha voluto supportare l’appuntamento, relazioneranno l’avvocato Giovanni Frasca, il responsabile dell’osservatorio per i fenomeni del bullismo, cyberbullismo e tranelli informatici Carmelo Cataudella che, tra l’altro, farà proiettare il cortometraggio “Aldilà della rete”. Quindi Andreana Farris dell’osservatorio per i profili penali della detenzione e diffusione di immagini pedopornografiche tra minori infraquattordicenni, e Chiara Cultraro, mediatrice penale minorile, socia Aimepe. Interverranno anche Giuseppe Raffa, pedagogista e responsabile ambulatorio antibullismi Asp Ragusa, Carmine Barrano, dottore in psicologia, e Carmelo Tumino del Wing Tsun Awta che parlerà della difesa reale per bambini per contrastare il bullismo. “Ci siamo volute cimentare su un tema così critico e che però è meritevole della massima attenzione – dicono Cassarino, Gurrieri e Pompeo – perché, secondo noi, non si deve mai finire di parlare di questo fenomeno che ha bisogno di essere affrontato sotto la giusta luce. Se così non è, si rischia di non trovare le contromisure adatte e questo significa solo un ulteriore danno per i nostri bambini e i nostri ragazzi”.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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