Appuntamenti

Pubblicato il 10 Aprile 2019 | di Redazione

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Via Crucis vivente dei diversamente abili

Venerdì 16 aprile, alle ore 16:00, presso la sede del C.S.R. di Ragusa

Via Crucis vivente realizzata dai diversamente abili del C.S.R. di Ragusa e dagli operatori del centro. Nella locandina emerge una carrozzina legata alla Croce e una corda spezzata. A simboleggiare la libertà dei fratelli e sorelle disabili quando la Croce è tolta dalle loro spalle. Questo diventa possibile soltanto quando sul nostro cammino incontriamo la solidarietà, il sostegno, la partecipazione sociale.

Solidarietà e fratellanza dovrebbero contrassegnare ognuno di noi e garantire una realtà migliore, in particolare per quanto attiene ai cittadini meno fortunati come i disabili costretti in carrozzella (e non solo). Ciò sembrerebbe in effetti doveroso in un mondo che si definisce “civile”, tanto più che il rispetto dei disabili è un requisito etico universale senza colore politico e senza differenze razziali. E invece no. Chiamando “diversamente abili” le persone con handicap, molti ritengono di aver fatto già abbastanza. Non c’è invece giorno che la cronaca non registri fatti dominati da insensibilità, fastidio, insofferenza e prevaricazione nei confronti dei disabili. L’esempio più immediato è la occupazione del posto macchina loro riservato e ben segnalato. Nei ristoranti i disabili sono spesso mal accetti da chi già è a tavola e persino rifiutati dai proprietari, specie se si tratta di gruppi. In qualche hotel i disabili o i familiari sono invitati a cercare una soluzione altrove. Questi eterogenei esempi di totale mancanza di sensibilità e solidarietà umana evidenziano come qualsiasi ideale, religioso o non, se non si esprime in atteggiamenti concreti, è malinconicamente ben poca cosa.

Deve essere poi chiaro che non si tratta di generosità verso i disabili, ma di rispetto dei loro diritti, per almeno alcuni dei quali le soluzioni non sarebbero troppo difficili. Rispettare i disabili non è pietà, è una “sine qua non” perché la comunità internazionale, che nel 1948 per bocca dell’OMS ha nobilmente definito la salute “Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”, possa davvero definirsi civile e coerente.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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