Società

Pubblicato il 18 Aprile 2019 | di Redazione

Commercializzazione arcaica

Se da un lato la serricoltura locale ha compiuto passi da gigante in termini di qualità delle coltivazioni, dei prodotti e delle tecniche, forse non altrettanto può dirsi per l’organizzazione commerciale che paga un sistema che si è poco evoluto nei decenni a fronte di una realtà ben diversa negli altri Paesi del Mediterraneo. Spagna soprattutto, ma anche Francia, Belgio, Inghilterra, Marocco vantano una organizzazione della commercializzazione molto più avanzata della nostra.

L’esempio più eclatante è la Spagna. A fronte di una superficie serricola quasi sei volte la nostra, l’immissione sui mercati europei della merce (pomodoro, zucchine, melenzane, peperone) è affidata solo a poche cooperative della dimensione da mille a duemila soci-produttori ciascuna. Il risultato in questa realtà iberica è un forte potere nella vendita del prodotto e una continuità di richieste da parte dei mercati europei, sebbene questa organizzazione è anch’essa soggetta alle fluttuazioni dei prezzi di mercato, come è normale che accada.

Nella provincia di Ragusa invece l’organizzazione della commercializzazione è affidata, in maggior parte, ai mercati generali alla produzione di Vittoria, Santa Croce Camerina e Donnalucata, così come avviene da 50 anni a questa parte. Il sistema è quello del conferimento da parte di piccoli e medi produttori – pochi sono i grossi produttori che hanno una organizzazione di commercializzazione autonoma e diretta – e quindi ad una offerta molto frammentata e una determinazione del prezzo di mercato assoggettato alle grosse catene di supermercati del Nord Italia e dell’estero. Le esperienze di associazionismo, invero, attuate ad iniziare dai primi albori della produzione orticola in serra, sono naufragate in miserevoli risultati.

Un ventennio fa era emersa la tendenza ad una organizzazione della commercializzazione che prevedeva il conferimento della merce ad un cosiddetto “centro di condizionamento” all’interno del quale la merce veniva lavorata e che consentiva anche di concentrare l’offerta del prodotto così da avere più forza commerciale. Il centro di condizionamento venne alla luce a Vittoria ma non è entrato mai in funzione. Anche a Santa Croce si portò avanti un progetto per la costruzione di un centro di condizionamento ma, anche qui, il progetto è naufragato.

Risultato: dopo tanti anni l’organizzazione della commercializzazione nel settore ortofrutticolo è ancora all’anno “zero” e la crisi in agricoltura si è accentuata anche e (forse soprattutto) per questa situazione. Eccesso di individualismo, scarsa fiducia negli altri, mancanza di lungimiranza, assenza di spirito associazionistico stanno alla base di questa mancata evoluzione nella commercializzazione. E il declino lento del comparto non accenna a interrompersi. Chi salverà la serricoltura locale?

Federico Dipasquale

 

 

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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