Vita Cristiana

Pubblicato il 24 Aprile 2019 | di Luca Farruggio

La Legge, il Figlio, lo Spirito Santo: tre aiuti divini per la nostra redenzione

Il tema della redenzione, per noi cristiani, sembra essere scontato. Ma la lettura dei testi biblici ci mostra un grande lavoro divino per compiere la redenzione.

Il punto fondamentale in cui sembra emergere un certo umanissimo pessimismo è il concetto di “frattura”. Una frattura tra il Creatore e la creatura. Nella Bibbia tra Dio e le sue creature emerge sempre quello che, nella tradizione giudaico-cristiana, viene chiamato il Divisore. Questo perché Dio ha dato a noi e a tutti gli esseri una certa libertà di poter scegliere tra il bene e il male. Tra l’uomo e Dio non è mai un tutt’uno, perché ci sono forti potenze che hanno creato un abisso. Tuttavia, come si dice in un Salmo, “l’abisso grida all’abisso”. L’uomo e Dio non smettono di cercarsi. A non farci cadere in un pessimismo totale c’è sempre il tentativo di Dio di cercare l’uomo, di redimerlo, di riportarlo al suo progetto di vita. Come si cerca di colmare questo abisso nella Scritture? Potremmo dire in tre modi.

Attraverso la Legge. Dio consegna all’uomo i suoi comandamenti, le sue parole di salvezza. Oggi molti prendono con distacco i comandamenti perché si percepisce che limitano la nostra libertà. In realtà i comandamenti sono “parole”. Parole che Dio consegna al suo popolo per farlo camminare nell’integrità. Tuttavia seguire i comandamenti in totale armonia è quasi impossibile. Potremmo dire: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. I comandamenti sono fondamentali, ma li sentiamo duri, lontani. Spesso ci mostrano i nostri peccati e non la misericordia di Dio.

Il secondo dono di Dio per colmare l’abisso è quello di inviare il proprio Figlio, Gesù, in mezzo agli uomini. Gesù porta a compimento la Legge, è l’uomo che ci racconta Dio. Ci mostra la sua misericordia, ci ricorda che è venuto per redimere i peccati, a consolare gli ultimi. Egli è passato tra gli uomini facendo del Bene. Si è fatto “ponte” tra Dio e gli uomini. Ma la paura del Getsemani e il grido sulla croce “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?”, non risuonano in ogni credente in certe ore della sua vita?

Il terzo modo con cui Dio cerca di colmare l’abisso è lo Spirito Santo. Questo, secondo la teologia, porta pace e consolazione. È ciò che ci lascia Gesù come eredità del suo messaggio. Ma è qualcosa/qualcuno di molto misterioso… non si può comprendere, non lo si può vedere con gli occhi umani.

Perciò la vita cristiana è una vita difficile (negando la tesi di coloro che vedono nella religione facili soluzioni!), ma ha questi tre “aiuti” per portare a compimento la vita in Dio. Infatti, con la Legge, con Cristo e con lo Spirito non possiamo più parlare di un totale pessimismo. Non a caso, nell’oriente cristiano, per colmare il grande abisso si afferma con decisione: “Dio si è fatto uomo, affinché l’uomo diventasse Dio”. Arduo ma necessario cammino di ogni vero credente!

 

 

 

 

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Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



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