Società

Pubblicato il 17 Maggio 2019 | di Salvatore Schininà

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In comunione con tutto il reale. C’è anche una spiritualità laica

Ogni uomo sente dentro di sé la necessità di esprimersi ed esprimere ciò che ha dentro, di essere pienamente cosciente del legame che percepisce con le altre persone e con il mondo, tramite quel sentimento di appartenenza ad un’unica grande famiglia: l’umanità. Capire il senso del cammino che si sta percorrendo e della propria esistenza è un viaggio personale, lungo una strada che nessuno ha tracciato per noi, ma che solo l’individualità può segnare. Essere consapevoli della propria esistenza, in comunione con tutto il reale: questa è la spiritualità laica.

Scoprire la personale traccia del divino o ritenere l’anima il risultato della sintesi tra mente, corpo emozioni (in senso prettamente psicologico), vuol dire avere coscienza di sé. Religioni e dottrine, frutto di rivelazioni o investigazioni, anche ateistiche come la psicologia analitica di Jung che presuppone l’esistenza di un subconscio collettivo, sono strumenti necessari come trampolino di lancio per partire in questo viaggio esplorativo, che non rivela niente di nuovo, non essendo un percorso creativo, ma porta alla scoperta di ciò che è sempre esistito, cioè se stessi. Tuttavia in seguito, dopo essersi lanciati, richiede e contemporaneamente sviluppa l’assoluta libertà. Libertà di essere se stessi, come un quadro senza cornice, per attingere a pieno qualunque illuminazione, senza preconcetti e senza presunzione di omogeneità, scovando il significato di universalità che ogni particolare possiede. Capire come si possa essere tutti uguali anche nella più marcata diversità è proprio quel sentimento di umanismo e di panteismo (dal greco pan-theos cioè “tutto è Dio”) di cui ci parla Spinoza.

Diverse pratiche sono quindi i trampolini per iniziare questo percorso di consapevolezza e coscienza di spiritualità, come la meditazione orientale e quella occidentale. Pratiche come lo yoga, non inteso come semplice disciplina fisica, sono strumenti per il ricongiungimento tra mente e corpo e anima. La meditazione è momento di indagine, che supera il semplice momento di riflessione intellettiva su una verità o su un dubbio, e che guida alla consapevolezza. Lo stato di meditazione permette di incontrare la scintilla divina dentro di sé, che essa sia religiosa o laica, e di cogliere quindi la realtà interiore di ognuno di noi. Anche l’arte è strumento di consapevolezza, in quanto dichiarazione di spiritualità, rappresentazione di sé stessi. L’arte è un canale di accesso alla propria interiorità, che ponendosi sullo stesso livello della meditazione, esprime la coscienza e il contatto con il senso di sé.

La spiritualità laica è contigua ma non intrecciata con la religiosità, non ha alcuna valenza di veridicità all’infuori dell’individuo, è espressione di unità e di partecipazione, è accettazione di se stessi in quanto individui finiti ma contemporaneamente protesi e dotati della scintilla dell’infinito. Il metodo non è che una guida, ma la ricerca è solo dentro di noi, e la strada, per quanto diversa, è in realtà destinata a portarci verso un unica meta: la consapevolezza di essere uno insieme al tutto.

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Autore

Salvatore Schininà

Laureato in Lettere moderne, attualmente volontario del servizio civile presso l’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa. Collabora con l’associazione di webmagazine Generazione Zero



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