Società

Pubblicato il 3 Giugno 2019 | di Silvio Biazzo

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I Carabinieri celebrano il 205° anniversario della Fondazione

Una tappa importante quella che si appresta a celebrare la Benemerita, è il 205° anniversario della Fondazione, è la “divisa” che per eccellenza è il simbolo della legalità, della dedizione ai sacri valori della Patria, del sacrificio senza remore né perché, è il simbolo e la testimonianza della vicinanza alla gente sempre ed ovunque nel nostro territorio, dalla grande metropoli al paesino sperduto tra le montagne, è l’immagine vera dell’Italia in tutte le nazioni del pianeta, nelle terre martoriate dalle guerre, tra i bambini vittime innocenti delle follie umane: ovunque la figura del Carabiniere costituisce la “roccia” su cui tutti possono fare affidamento. Quest’anno dunque segna una nuova data che verrà adeguatamente celebrata alla presenza naturalmente del Comandante Provinciale Ten. Col. Federico Reginato, cerimonia che si terrà in Piazza Caduti di Nassiriya giorno 5 giugno alle ore 19 alla presenza delle autorità religiose,politiche, civili e militari del territorio, dei militari stessi in servizio e in congedo, dei cittadini, cerimonia che prevede all’inizio il rito degli Onori al Comandante, la lettura dei messaggi istituzionali, l’allocuzione dello stesso Reginato, la consegna delle ricompense, gli onori ai caduti e gli adempimenti finali.

Sono passati più due secoli da quel lontano 1814 , la fondazione del corpo fu dapprima ideata a Cagliari nel giugno di quell’anno da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, concretizzatasi il 13 luglio 1814, una volta rientrato a Torino, con la promulgazione delle Regie Patenti, allo scopo di fornire al Regno un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. Il loro primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica dei carabinieri il 13 agosto dello stesso anno della loro creazione. Il loro nome deriva dall’arma che ogni carabiniere aveva in dotazione: la carabina. I colori del pennacchio ( lo scarlatto e il turchino ) sono stati scelti il 25 giugno 1833 dal re Carlo Alberto, Appena nato il Corpo dei Carabinieri contava appena 800 uomini scelti “…per buona condotta e saviezza distinti…”, distribuiti sulla penisola in appena 113 stazioni. Nel corso di questi duecentocinque anni si sono susseguite varie epoche, ma i Carabinieri hanno sempre tenuto alta la loro immagine, considerata, a ragione, simbolo sì di efficienza operativa ma anche di umana sensibilità. Oggi l’Arma è ramificata su tutto il territorio nazionale, come su accennato, dai borghi e paesini più lontanti e sconosciuti alle grandi città con oltre 4.600 Stazioni ed tante altre tipologie di Comandi, attraverso i quali i Carabinieri continuano a scrivere le pagine della storia, in prima fila, e spesso in prima linea anche nei più drammatici fatti di cronaca, nei più disparati teatri internazionali, in uno straordinario legame col territorio, a costo anche del sacrificio della propria vita: le Stazioni possiamo ben dire che sono il cuore della organizzazione dell’Arma e tra i simboli più antichi e amati dello Stato Italiano. Emblematica infine la funzione che svolge il 112 che costituisce un faro di riferimento per tutti i cittadini quando si trovano nelle più disparate difficoltà esistenziali.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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