Vita Cristiana

Pubblicato il 20 Giugno 2019 | di Saro Distefano

Fra’ Pietro provinciale dei Cappuccini «Con Francesco al servizio della Chiesa»

Dallo scorso 8 maggio il nuovo ministro provinciale dei Cappuccini del Val di Noto è frate Pietro Giarracca, attuale parroco della Sacra Famiglia a Ragusa. Eletto dal 217. capitolo provinciale dei francescani riunito al “Cor Jesu” di Ragusa, il licodiano fra’ Pietro è il centounesimo provinciale dei Cappuccini. Succede al messinese fra’ Gaetano La Speme, centesimo provinciale, in carica dal giugno 2013 e poi rieletto nel 2016.

Fra’ Pietro Giarracca

Pietro Giarracca (che ha appena compiuto 52 anni, essendo nato a Licodia Eubea il 19 maggio 1967) fece il suo ingresso nell’ordine francescano trenta anni fa, poi confermò la “professione perpetua” celebrata nel 1994 mentre la ordinazione sacerdotale risale all’aprile del 1997. Con il ministro provinciale, i cappuccini del Val di Noto per il prossimo triennio saranno guidati dal vicario, fra’ Vincenzo La Porta, e dai consiglieri Francesco Bellaera, Emiliano Strino e Alessandro Giannone. La funzione principale del ministro provinciale, oltre a quella di animare la vita dei frati, è quella di coordinare le attività della Provincia (e quella di Siracusa è tra le più antiche, fondata nel 1574, ovvero meno di venti anni dopo la costituzione dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, questa la definizione completa e corretta) a tutti i livelli, partendo dalle attività degli attuali quaranta frati della Provincia distribuiti nei dodici conventi che rientrano nella sua giurisdizione: Augusta, Caltagirone, Licodia Eubea, Mazzarino, Melilli, Modica, Palazzolo Acreide, Ragusa, Siracusa e Sortino.

Un compito, quello che attende Pietro Giarracca, per nulla semplice. Anzi. «Sono contento per la fiducia che i fratelli hanno riposto in me – riferisce il nuovo ministro provinciale – e sono cosciente del difficile compito che mi attende. Il prossimo triennio sarà una sfida con me stesso, per tentare di organizzare un programma di interventi. Naturalmente dovrò parlarne col ministro generale dell’ordine, fra’ Roberto Genuin, che incontrerò appositamente a metà del mese di giugno. Ho in mente tante cose, ovviamente non sarà possibile realizzarle tutte. Le priorità  prosegue fra Pietro – è certamente la cura che metterò per curare la fratellanza, quale testimone della vita francescana. Il servizio di noi Cappuccini nella moderna Chiesa è tale e tanto che non si limita alla vita conventuale, ma per gran parte si realizza nel mondo, nelle parrocchie. Certamente è mia intenzione continuare e anzi migliorare quanto è stato fatto finora nei dodici conventi che appartengono alla provincia di cui sono il responsabile. Perché se è vero che nella metà di questi nostri conventi è annessa la parrocchia con tutte le attività in essa prevista, a cominciare dal catechismo per finire alla Gioventù Francescana, in molti conventi, pur non essendo annessi ad una parrocchia, si fa tanto per i ragazzi, per la collettività. Questo è l’obiettivo principale del mio triennio, coltivare la fratellanza cappuccina nel nome di Francesco al servizio della Chiesa».

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Autore

Saro Distefano

Nato a Ragusa nel 1964 è giornalista pubblicista dal 1990. Collabora con diverse testate giornalistiche, della carta stampata quotidiana e periodica, online e televisive, occupandosi principalmente di cultura e costume. Laureato in Scienze Politiche indirizzo storico, tiene numerose conferenze intorno al territorio ibleo.



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