Cultura

Pubblicato il 4 Luglio 2019 | di Salvatore Schininà

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Uno stendardo non è solo una bandiera. Restaurato lo storico Stendardo Processuale di San Giovanni Battista

Ultimati i lavori di restauro del prezioso stendardo di San Giovanni Battista di Vittoria, che verrà presentato alla comunità ipparina venerdì 5 luglio, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono

I lavori di restauro, voluti dall’arciprete parroco della Basilica di San Giovanni Battista di Vittoria, don Salvatore Converso, e dal Comitato dei festeggiamenti, hanno richiesto tempo e un accurato studio storico da parte della restauratrice Tiziana Iozzia, ma finalmente sono giunti al termine.

Lo Stendardo, preziosa opera manifatturiera in seta con ricami in oro e argento risalente al XVIII secolo e raffigurante San Giovanni Battista patrono della città, testimonia non solo la secolare devozione della città ipparina verso il suo Santo Patrono, ma è anche un opera artistica, esempio di dedizione e operosità, di lavoro e impegno civile, offerta alla comunità e alla Chiesa. Uno stendardo non è quindi semplicemente una bandiera da sventolare, ma identifica il rito religioso stesso della processione: facendo da capofila racchiude simbolicamente la fede della comunità che rappresenta. Incarna principi, valori e tradizioni religiose e civili, che attraverso di esso si tramandano e sopravvivono nei secoli.

Venerdì 5 luglio alle 20.30, presso la Basilica di San Giovanni Battista, lo Stendardo verrà presentato e restituito alla comunità. Don Salvatore Converso, Luciano D’Amico, direttore del Museo diocesano Mons. Federico La China di Vittoria, e la restauratrice del manufatto Tiziana Iozzia, esporranno la secolare storia e i lavori di restauro richiesti del prezioso Manufatto. Domenica 7 luglio finalmente lo Stendardo tornerà ad aprire e ad indicare la via alla processione cittadina in onore di San Giovanni Battista.

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Autore

Salvatore Schininà

Laureato in Lettere moderne, attualmente volontario del servizio civile presso l’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa. Collabora con l’associazione di webmagazine Generazione Zero



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