Cultura

Pubblicato il 17 Luglio 2019 | di Redazione

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Ora abbiamo più tempo per leggere. Non c’è estate senza un buon libro

Giuseppe Lupo: scrittore e saggista, vincitore di importanti premi letterari, insegna letteratura italiana contemporanea all’Univeresità Cattolica del Sacro Cuore e collabora con “Avvenire” e “Il Sole 24 ore”.

Dire che l’estate è il periodo migliore per prendere in mano un libro è un’affermazione così scontata da risultare perfino banale. In realtà sarebbero proprio le vacanze il momento della lettura e la spiegazione è contenuto nel significato del termine vacanza: qualcosa che è vacuo, cioè vuoto, dunque qualcosa da riempire. Per quanto mi riguarda, i libri sono sempre stati degli oggetti in grado di colmare ciò che mi pareva manchevole, fornivano una specie di materia con cui pareggiare i conti in termini di affetto, di sentimenti, di conoscenza. Sono sicuro che, se avessimo a disposizione tutto, se cioè nella vita di ciascun individuo sparissero parole come desiderio, dolore, speranza, paure e vivere si risolvesse nel percorrere un eterno presente che azzera ogni forma di attesa, sparirebbero anche i libri e le storie di cui sono fatti. Si esaurirebbe dunque la funzione “colmativa” che è nella loro essenza: qualcosa che discende da una dimensione di generosità e che si manifesta nella disposizione a dare, regalare, donare. I libri sono generosi perché ha la capacità di generare, far nascere, originare. I libri riempiono il vuoto, rimediano a ciò che manca, azzerano l’handicap e nell’eterna distanza che c’è tra dire e ascoltare, dare e ricevere, hanno la stessa funzione di un seme che colma il vuoto dando la vita. Sarà questo il motivo per cui il primo libro della storia umana cominci proprio con l’inno alla parola (In principio era il verbo), al suo potere di creare (Dio disse) e al suo aggiungersi alla specie umana (il verbo si fece carne). Proprio perché vacante, l’estate destinata alle vacanze può essere l’occasione in cui riempirsi.

Giuseppe Lupo

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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