Società

Pubblicato il 3 Agosto 2019 | di Alessia Giaquinta

«Spettacolo meraviglioso che stupisce»

La natura vista con gli occhi di uno scout.

Ho conosciuto Mattia Incardona, giovane vittoriese che quest’anno ha completato l’iter formativo previsto dall’Agesci per raggiungere la nomina di capo scout. La sua esperienza inizia nel 2011 quando in parrocchia si insedia il gruppo Vittoria 7. Fino ad allora, per lui, lo scoutismo era una realtà sconosciuta. Partecipare ad un’uscita gli ha permesso di entrare in questo mondo. Donare ciò che ha ricevuto è ora la sua missione.

Cosa significa, per te, essere scout?

«Essere scout per me – risponde Mattia – è uno stile di vita, un impegno che ho preso il giorno della mia promessa.  Lo scout guarda al lato positivo in ogni cosa e non tende soltanto ad “essere buono” ma ad essere attivo nel fare il bene; ha il coraggio della lealtà, sa dare senso all’impegno e importanza nel meritare la fiducia. Riconosce le proprie responsabilità nel piccolo gruppo di amici, come nella vita e nel mondo del lavoro. Lo scout si sente parte di un mondo meraviglioso, dono del suo Creatore».

Il contatto con la natura, per voi, è alla base. Partire dal creato per scoprire il Creatore.

«La natura è, per noi scout, un meraviglioso spettacolo che ci stupisce tante volte per la sua grandezza e perfezione; in essa vediamo la meraviglia del creato. All’aperto, immersi nella bellezza della natura, si capisce la grandezza di Dio ed è proprio qui che si riesce  a conoscerlo e sentirlo vicino. All’interno del mio gruppo scout ci siamo concentrati molto sull’educazione sul rispetto del creato e alla conversione ecologica per avvicinare le nuove generazioni ad un rapporto diretto con il Creatore e “per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”, come ci suggerisce il nostro fondatore Baden Powell».

Raccontaci una delle esperienze a contatto con la natura che ti ha destato maggiore stupore.

«Di momenti a contattato con la natura  in questi anni di scoutismo ne ho  vissuti tantissimi, sia da educando, che da capo. Se devo riportare qualche esempio dovrei restringere il campo al percorso da educando nei primi anni nella branca r/s, dove ho scoperto luoghi di una bellezza unica. Una delle esperienze che mi è rimasta a cuore è stata la prima route estiva del 2013. Insieme al mio clan e a miei capi, abbiamo camminato per giorni lungo la riserva del bosco di Santo Pietro! Vedere quei colori, sentire quegli odori, mi ha fatto scoprire di essere parte di un qualcosa di straordinario. Da quel momento camminare e avventurarmi in nuovi luoghi, immersi nella natura, è diventata una delle mie più grandi passioni!»

“Qualcuno ha detto che ciò che manca ai giovani è un ambiente. Ebbene noi abbiamo un ambiente da proporre (…) quello che Dio ha messo a disposizione di tutti: l’aria aperta, la felicità, l’essere utili agli altri”, ricorda Baden Powell.

Che sia un monito per tutti! Il Creato è una casa piena di meraviglie, è l’eredità di un Padre che ci ama: siamone custodi e godiamo di ogni bellezza che quotidianamente si presenta ai nostri – spesso ciechi – occhi!

 

 

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Autore

Alessia Giaquinta

Conseguita la maturità Classica, frequenta il corso di Laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Messina. Ha collaborato con testate giornalistiche online e attualmente scrive per il quotidiano "La Sicilia" e la rivista "Bianca Magazine". Ha al suo attivo numerose ed importanti esperienze teatrali ed organizza Laboratori Teatrali per bambini. Promotrice di eventi culturali, è stata anche membro di gestione della Biblioteca Comunale di Monterosso Almo (RG), ove risiede. Ha svolto il Servizio Civile presso un centro per disabili e riveste il ruolo di educatrice dei giovanissimi presso la sua parrocchia di appartenenza.



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