Vita Cristiana

Pubblicato il 4 Agosto 2019 | di Luca Farruggio

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Solo la bellezza divina salverà il mondo ma la responsabilità è affidata all’uomo

Secondo il libro della Genesi Dio ha creato il mondo. Secondo una corrente scientifica, invece, il mondo è nato grazie al Big Bang. In ogni caso il dato certo è l’esistenza del creato. E se da un lato siamo in un’epoca in cui molte persone segnalano i rischi che avvolgono il cosmo, dall’altro lato il creato non smette mai di stupirci e di ammaliarci. Di fronte alle cascate, ai mari, alle montagne, alle opere d’arte e così via, l’essere umano – come ha mostrato Kant – fa sempre esperienza diretta del bello e del sublime. Potremmo dire che in un tempo di grandi incertezze, esiste una specie di “religione del creato”. Tuttavia il cristianesimo e gli altri monoteismi ci invitano a lodare più il Creatore che il creato. È una questione molto importante che va sottolineata proprio mentre c’è un gran dilagare di temi New Age e di sincretismi che non negano il sacro, ma sicuramente negano la Storia e la storia delle religioni.

Così tra allarmisti per la fine del mondo e tra chi non smette di godere delle bellezze del creato, la cosa certa è che noi essere umani abbiamo un ruolo centrale e responsabile nei confronti del cosmo. Infatti le creature fanno parte del creato, ma in una maniera del tutto diversa, perché un essere umano è diverso da una pietra, da una pianta o da un animale. Pertanto siamo chiamati a essere responsabili e a custodire e migliorare il creato, sperando di poter partecipare a quella Bellezza divina che – secondo Dostoevskij – salverà il mondo. Tutto questo dovrebbe accadere anche se questa partecipazione all’Armonia totale rimane, pure per l’uomo di fede, sempre un mistero. Non a caso l’essere umano, secondo il Salmo 144,3-4, è proprio la creatura più fragile e inconsistente: “Signore, che cos’è l’uomo perché tu l’abbia a cuore? Il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero? L’uomo è come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa”. Noi esseri umani, in quanto creature appartenenti al Creatore, siamo chiamati a non distruggere ciò che abbiamo trovato e a rendere più bello ciò che dovremo lasciare in eredità ai posteri. Questo dovrebbe essere un impegno quotidiano da vivere senza ansia.

Infatti l’essere umano seppur fragile e misero è anche quello “cantato” nel Salmo 8,5-9: “che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare”.

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Autore

Luca Farruggio

Luca Farruggio (Catania 1984). Dopo aver conseguito la maturità classica nel 2003 a Ragusa e aver vinto il primo Premio Nicholas Green nella stessa provincia, si è laureato in Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano nel 2007, con una tesi sull’utopia scientifica. Qui ha seguito con interesse i corsi di Massimo Cacciari, Emanuele Severino, Giovanni Reale ed Enzo Bianchi. Nel 2006 ha esordito nel mondo della poesia con BUGIE ESTATICHE (prefazione di Manlio Sgalambro e postfazione di Enzo Bianchi) e nel mondo della narrativa con LA SCOMPARSA DI COLMAPOTRA. Nel 2010 ha pubblicato una raccolta di poesie, GESU’ AL BAR, vincendo la Targa Antonio Corsaro del Premio Natale Città di Tremestieri Etneo. Nel 2011 è uscita la raccolta A CUORE PURO, in cui l’autore mostra la sua vicinanza al monachesimo di Bose. Sempre nel 2011 consegue la laurea specialistica in Filosofia della Storia al San Raffaele di Milano con una tesi sulla teologia bizantina. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo saggio: L'ESICASMO E LA DIFESA DI GREGORIO PALAMAS. Nel 2016 è uscita la sua quarta silloge poetica: DELLA LUCE NON CONOSCO IL MISTERO-LA VITA DEL POETA. Dal 2015, come pubblicista, collabora con il giornale INSIEME-RAGUSA e dal 2018 con Operaincerta e diversi blog. Nel 2016 ha conseguito il Master di II livello in Didattica della Lingua Italiana presso l'Università Tor Vergata Roma. Nel 2017 è uscito DEL PESSIMISMO TEOLOGICO, un dialogo tra un teologo, un filosofo e un poeta, e nel 2018 ha pubblicato L'ULTIMA PAROLA (prefazione di Domenico Ciardi), la sua quinta raccolta di poesie.



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