Vita Cristiana

Pubblicato il 8 Novembre 2019 | di Mario Cascone

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La Parola di Dio. Come un “fuoco” che accende nel cuore il vivo desiderio di amare tutti

Il prologo del vangelo di Giovanni si apre con questa solenne affermazione: «In principio era la Parola, e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio» (Gv 1, 1). Indica la centralità della Parola, identificandola con Cristo stesso, Figlio di Dio fattosi uomo per la nostra salvezza. È Lui, il Cristo, che ci permette di conoscere il Padre e di penetrare, grazie all’azione del suo Spirito, i misteri del Regno. È Lui, il Cristo, che apre i nostri cuori alla comprensione profonda delle Sacre Scritture e ci introduce nella loro comprensione profonda.

Nella lettera apostolica “Aperuit illis”, si afferma che senza il Signore che ci introduce è impossibile comprendere in profondità la Sacra Scrittura; ma è vero anche che senza la divina Parola non possiamo conoscere il Signore. Di conseguenza non possiamo fare a meno di nutrirci della Parola di Dio per alimentare la nostra fede, la quale peraltro nasce dall’ascolto, che provoca la conversione e conduce alla comunione con Cristo. Per ascoltare una Parola che «trafigge il cuore» (Atti 2, 37) abbiamo bisogno di predicatori che sappiano “spezzare” con perizia il “pane” della Parola, specialmente nell’omelia della messa.

L’omelia non può essere improvvisata, ma va preparata con attenzione; non può essere troppo prolissa, ma deve contenersi in un tempo ragionevole; non può scadere in accenti moralistici, ma deve attingere alla ricchezza dei testi sacri; non deve essere saccente, ma capace di parlare al cuore di coloro che ascoltano.

Esiste un rapporto strettissimo tra l’ascolto della parola di Dio e la celebrazione del sacrificio eucaristico. La “Dei Verbum” al n. 21 afferma che «la Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo». Non ci può essere, quindi, separazione fra ambone ed altare, ossia fra il “luogo” in cui si proclama la Parola di salvezza e quello in cui si celebra l’Eucaristia. I fedeli, debitamente nutriti della Parola di Dio, possono poi prendere parte in modo fruttuoso alla comunione eucaristica.

Tutto questo non è possibile senza l’azione dello Spirito Santo. È Lui che ha ispirato le divine Scritture, ma è anche Lui che le trasforma in Parola vivente di Dio, che viene proclamata nel “qui ed ora” della liturgia e si presenta sempre attuale e nuova. Grazie all’azione dello Spirito la Parola di Dio è sempre la stessa, ma possiede sempre degli elementi di novità, che s’incarnano nella vita di coloro che ascoltano. In particolare la Parola di Dio richiama i credenti alla misericordia e alla carità operosa. Facendoci attingere al mistero di Cristo, che è essenzialmente mistero di amore, la Parola del Signore ci spinge ad uscire dal nostro egoismo e ad aprirci alla condivisione solidale.

La Parola di Cristo è come un “fuoco”, che accende nel cuore il vivo desiderio di amare tutti e sempre, mettendo così in pratica il prezioso insegnamento di Gesù: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 34-35).

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Autore

Mario Cascone

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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