Cultura

Pubblicato il 11 Dicembre 2019 | di Redazione

Dire la città…Conversazioni urbane per progettare il futuro

Cogliere i segni di una cultura inedita che palpita nella città. Conversare da cittadini responsabili su progettualità condivise. Tessere nodi e legami tra le diversità presenti. Accogliere e accompagnare le fragilità. Questi alcuni degli obiettivi di un processo culturale che l’Ufficio per la cultura della Diocesi di Ragusa, la Cattedra di Dialogo tra le culture e l’Università degli Studi di Catania (struttura didattica di Ragusa Ibla), intendono avviare in alcuni comuni della Provincia di Ragusa. Punto di partenza sarà Comiso, città della pace, con un primo incontro dal titolo “Dire la città: conversazioni urbane per progettare il futuro”, che si svolgerà lunedì 16 dicembre alle ore 19, presso il Centro Pastorale Francescano per il Dialogo e la Pace.

Non una conferenza, non una tavola rotonda, ma la prima di una serie di “conversazioni prolungate”, non necessariamente tra pari, ma estesa nel tempo e tale da coprire una vasta gamma di argomenti, affinché il pluralismo che caratterizza le nostre città complesse possa sprigionare tutta la sua dinamica (cfr. P. Berger, I molti altari della modernità). È per questo che si partirà da due interventi programmati, ad opera del prof. Vincenzo Rosito, docente di filosofia teoretica presso l’Università Gregoriana di Roma, e del prof. Santo Burgio, docente di filosofia comparata presso l’Università di Catania (SDS di Ragusa Ibla, e presidente della stessa). Seguiranno gli interventi del pubblico presente, che comprenderà i rappresentanti di diverse associazioni del terzo settore, dell’amministrazione, delle realtà ecclesiali, delle comunità islamiche, di enti pubblici e privati che a diverso titolo vivono il territorio urbano; ognuno, in un suo modo unico e peculiare, potrà testimoniare di usi condivisi, imprese collettive, forme di creatività popolare, per riflettere sui tanti modi di declinare il comune urbano e di gestire beni comuni.

Dire e raccontare la città, infatti, significa prima di tutto saper riconoscere la specificità dello spazio urbano e le peculiarità della vita urbana. Significa declinare, con modi e stili differenti, il “comune”, inteso come umano che tutti ci riguarda. Infine saper dire la città significa leggere e raccontare le sue periferie, significa approssimarsi al periferico in quanto “margine”. Proprio per questo, per meglio comprendere la categoria di periferia, usata da papa Francesco, occorre interrogare i recenti studi di filosofia politica e sociale sulla marginalità. Ed è quanto farà il prof. Rosito.

Inoltre, crocifissa e benedetta dall’inestricabile viluppo del globale e del locale, la città contemporanea costruisce o subisce le folle desertiche del “Black Friday” e insieme offre le sue strade ai movimenti sociali per la giustizia climatica; esibisce il peggio della cura (dell’incuria) per il bene comune e lascia fiorire comunità spontanee ed informali che di frammenti di quel bene – spazi di assistenza, di gioco, di memoria – e della sua necessità si fanno volontariamente carico; si chiude nell’immaginario buio dell’ansia di sicurezza e di identità e intanto, e in tanti suoi cittadini, non arretra dinanzi alle possibilità della città interculturale. Vitalità quanto rischi inediti, che reclamano perciò per la città un pensiero esperto nelle forme dell’umano: attraverso quei libri che proprio per quella riconosciuta perizia abbiamo imparato a chiamare “classici”. Su tali temi verterà invece l’intervento aperto del prof. Burgio.

Il presente incontro è inserito in un complesso lavoro di comunità che vede coinvolti diversi soggetti, appartenenti al mondo ecclesiale, scolastico, universitario e urbanistico. Obiettivo principale è quello di riportare l’humanum al “centro”, sia in senso spaziale, come cuore della città, sia in senso esistenziale, ovvero come riscoperta di una dimensione personale integrale.

Siamo tutti invitati a condividere e a supportare un’esperienza che potrebbe anche avere degli inaspettati sbocchi per il futuro. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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