Vita Cristiana

Pubblicato il 22 Gennaio 2020 | di Redazione

La nostra salvezza si compie ancora ogni volta che celebriamo i sacramenti

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 1076, ci spiega come nella Liturgia della Chiesa Cristo ci comunica la sua opera di salvezza. Dalla Pentecoste in poi inizia il tempo della Chiesa: la Chiesa vive e agisce insieme a Cristo Signore. Il Cristo nella Chiesa realizza l’opera della salvezza, compie cioè l’opera della salvezza nell’oggi storico del credente, in ciascuno di noi e nel Popolo santo di Dio mediante la Liturgia della Chiesa e tutto questo fino a quando non si compiranno i tempi, nell’attesa della sua venuta. È di fatto quello che affermiamo in ogni Eucaristia che celebriamo, all’acclamazione del sacerdote: “Mistero della Fede” l’assemblea risponde dicendo: “Noi annunciamo la Tua morte, proclamiamo la Tua Risurrezione, nell’attesa della Tua venuta”.

In modo particolare il Cristo agisce nella Chiesa per mezzo dei sacramenti; l’economia sacramentale fa sì che i frutti del Mistero pasquale, ovvero la salvezza che Cristo ha compiuto per l’uomo, per tutta l’umanità. Nella Liturgia Sacramentale della Chiesa Cristo compie la sua salvezza e raggiungere l’uomo nel suo tempo storico. Dio Padre nella Liturgia colma l’uomo di ogni benedizione in Cristo. La benedizione di Dio di fatto è la vera forza per la vita dell’uomo, anzi è la vita stessa dell’uomo. L’uomo vive perché è benedetto da Dio, l’uomo vive perché Dio nel tempo dell’uomo effonde la sua benedizione eterna, lui benedice l’uomo e l’uomo vive. Dio benedice l’uomo nel Figlio, il figlio Gesù Cristo incarnato, morto e risorto proprio per noi. Inoltre il Cristo domanda al Padre per l’uomo, per ciascuno di noi, il dono dello Spirito… il Padre ci benedice nel Figlio e il Figlio domanda al Padre per l’uomo la perenne effusione dello Spirito Santo. La Chiesa nella Liturgia non fa altro che benedire il Padre con l’adorazione; la risposta dell’uomo alla benedizione di Dio è benedire Dio, l’uomo benedice Dio adorandolo, stando alla sua presenza, mettendosi dinnanzi a lui, e questo perché l’uomo comprende che non può vivere lontano da Dio. Nel momento in cui l’uomo si allontana da Dio, la sua vita perde il punto di riferimento, entra in confusione, come Adamo ed Eva nel momento della disobbedienza si nascondono dalla presenza di Dio, si nascondono dal suo volto.

La Chiesa benedice il Padre con la lode e con l’azione di grazie; l’azione di grazie per eccellenza è l’Eucaristia che celebriamo. A conclusione della preghiera Eucaristica nella grande dossologia il sacerdote presentando al Padre il pane e il vino, oramai divenuto Corpo e Sangue di Cristo, acclama dicendo “Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te Dio Padre onnipotente ogni onore e Gloria nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli”. La Chiesa in ogni Eucaristia loda e rende grazie a Dio Padre e implora il dono dello Spirito Santo, come il Cristo domanda al Padre per la sua Chiesa l’effusione dello Spirito, così la Chiesa rendendo lode a Dio domanda nel contempo quotidianamente ed eternamente il dono dello Spirito Santo.

don Girolamo Alessi

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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