Cultura

Pubblicato il 22 Gennaio 2020 | di Luca Farruggio

Morte e Gloria di un gigante della filosofia

Emanuele Severino, un gigante della filosofia, è scomparso dal “cerchio dell’apparire” (per usare la sua terminologia). Sì, un gigante paragonabile a Hegel o a Kant (anche se sarebbe più giusto accostarlo al suo amato Parmenide). Ne hanno parlato tutti i giornali. Pertanto mi limito solo a poche considerazioni e a un mio ricordo personale.

Severino, oltre ad aver pubblicato innumerevoli libri (i più teoretici con la casa editrice Adelphi), ha insegnato alla Cattolica di Milano e alla Cà Foscari di Venezia. Qui ha formato tantissimi allievi. I più noti sono Umberto Galimberti, Massimo Donà, Salvatore Natoli e persino il Cardinale Angelo Scola. Dico “persino”, perché è noto il suo scontro “filosofico” con la Chiesa Cattolica.

Dal 2002 ha insegnato all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ed è proprio qui che ho conosciuto de visu la sua filosofia. Non posso dire di esser stato un suo allievo, perché il suo sistema mi è parso sempre troppo granitico per la mia visione del mondo. Tuttavia Severino insieme a Massimo Cacciari, a Giovanni Reale e ad altri grandi nomi della filosofia italiana, ha saputo far pensare tanti giovani. Questo è quello che dovrebbe fare ogni vero maestro del pensiero. Cioè non crescere scimmie che ripetono e imitano le idee del maestro, ma gente capace di creare ed elaborare un proprio pensiero. E’ un problema antico, si sa: ad esempio Aristotele non fu mai un problema per Galileo, mentre gli aristotelici lo furono. Allo stesso modo, i severiniani più acuti sono quelli che da lui hanno avuto una formazione al pensiero per poi creare nuovi “sistemi”. Sugli altri, senza alcuna polemica, è meglio tacere.

Ricordo che in molti, quando sostenevamo un esame con lui, alla fine chiedevamo timidamente una dedica su quei libri che tanto ci facevano pensare. Conservo ancora la sua dedica scritta ne Il nulla e la poesia, un libro dedicato a Leopardi. Scrittore che Severino (ma anche Cacciari) ha sempre considerato un grande filosofo. Conservo pure con cura una sua lettera del 2006 in cui mi diceva di aver ricevuto il mio libro di poesie “Bugie estatiche”.

Mi auguro che Severino sia finalmente in pace nella sua “Gloria”. La sua filosofia sicuramente resterà eterna e, forse, anche questo mio umile ricordo.

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Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



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