Società

Pubblicato il 6 Aprile 2020 | di Agenzia Sir

Un’alleanza nuova tra genitori e figli in questi giorni di forzato ritiro sociale

Questi giorni di ritiro sociale forzato sono difficili per tutti, in maniera particolare per chi ha figli in casa. Se sono piccoli è faticoso tenerli rinchiusie rinunciare alle abitudini gioiosedel parco e dei giochi con i coetanei. Ancora più complicato è spiegare ai bambini il perché di questa reclusione serrata. Le mamme e i papà hanno poi la responsabilità di mantenere un clima di equilibrio e serenità per fare in modo che il tempo possa trascorrere nel migliore dei modi, con la speranza che tutto si risolva presto.

Con gli adolescenti è più semplice la parte relativa alla spiegazione delle motivazioni sanitarie che ci chiedono questo sacrificio collettivo, ma la tendenza alla ribellione e linstabilità emotiva dei giovani è sempre dietro langolo. Perciò può accadere di dover fronteggiare reazioni impreviste e non sempre gestibili.

Il ritiro sociale non piace agli adulti, meno ancora piace ai ragazzi abituati a frequentare i centri sportivi, a vedersi il pomeriggio per uscire assieme o magari trascorrere il tempo in casa di qualcuno, a uscire la sera per passeggiare e socializzare fra le vie del centro delle città.

Quindi i genitori in questi giorni sono chiamati ad arginare linquietudine e linsofferenza dei propri figli fra le mura domestiche. Anche se alcuni aspetti relazionali sono fortemente condizionati da questo clima emergenziale, si può provare a gettare delle basi per modificare quelle condizioni che penalizzano la qualità dei nostri rapporti familiari.

Il dialogo con i figli in questo momento può essere, ad esempio, potenziato. Facile a dirsi… Ma neppure troppo a farsi. I nostri adolescenti spontaneamente partecipano, se non altro, ai momenti informatividella famiglia. Le famiglie si riuniscono per seguire conferenze stampa e Tg. Si commenta e in quei momenti fortemente emotivi sembra rinsaldarsi unalleanza nuova tra i membri del nucleo. Listinto a fare squadra rispecchia la tendenza generale. Gli italiani stanno riscoprendo lintimità delle proprie case, ma nello stesso tempo il desiderio di condividere la speranza rispettando le misure di sicurezza.

Approfittando di questi momenti così intensi, si potrebbe cogliere loccasione anche per ricostruire le memorie di famiglia e raccontarsi. Stiamo tutti mettendo ordine nei nostri armadi e nelle nostre librerie, tiriamo fuori gli album delle fotografie e guardiamole assieme ai nostri figli. Andiamo a pescare le fotografie prima del digitale, quelle che stampavamo su carta. Anche solo sfogliarle insieme sarà importante.

Inoltre, in questo momento così drammatico, in cui siamo terrorizzati dalla morte, è forse proprio il caso di far affrontare questo difficile tema ai nostri figli. È loccasione giusta per paragonare le cromie della vita, anche quelle non troppo luminose, con le tenebre dalla morte. È il caso di tornare a sondare quel mistero, approfondendone il significato, e a rendere un senso a quel che torneremo a fare dopo questo lungo periodo di paura.

La vita là fuori non sarà più la stessa dopo questa esperienza. Facciamo in modo che in futuro diventi più autentica, mostrando ora ai nostri figli (e a noi stessi) la parte migliore di noi.

Silvia Rossetti

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Agenzia Sir



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