Comunità cristiana e famiglia generano ancora alla fede
Il 19 e 20 settembre scorso, nella chiesa SS. Nunziata, in Ragusa, si è tenuto il 25esimo Seminario di studio per catechisti e operatori pastorali della nostra diocesi.
Il tema, in continuità con il progetto formativo dell’Ucd e con il Convegno regionale dei catechisti, tenutosi nel giugno 2024 a Caltanissetta, si fonda sulla necessità di una nuova conversione della Catechesi.
Monsignor Valentino Bulgarelli, Direttore dell’Ucn, è stato il relatore del primo incontro, i coniugi Rosmari e Vito Di Leo, Direttori dell’Ufficio di Pastorale Familiare della Cesi, quelli del secondo. Ai due incontri hanno partecipato più di 400 persone tra catechisti, sacerdoti, educatori ed operatori pastorali.
Dopo il saluto del nostro vescovo Giuseppe La Placa, il Direttore dell’Ucd, don Marco Diara, ha introdotto il tema del seminario citando il numero 28 degli Orientamenti per l’Annuncio e la Catechesi in Italia, “Incontriamo Gesù”, dove si legge: «La comunità cristiana è l’origine, il luogo e la meta della catechesi».
Riscoprire la dimensione comunitaria ci aiuta, pian piano, a prendere coscienza dell’importanza della Comunità nella trasmissione della fede, in quanto comunità educante ma allo stesso tempo educanda. Uno scoglio da superare è la mancanza di coinvolgimento delle famiglie che, interessate solo alla ricezione dei Sacramenti, si mostrano sempre di più indifferenti al cammino cristiano dei loro figli; cammino che viene abbandonato dalla maggior parte dei ragazzi dopo la Cresima.
Don Valentino ha portato i presenti a riflettere sul fatto che la Chiesa ha da sempre avuto e vissuto difficoltà nell’evangelizzare, fin dalla Chiesa primitiva, del resto i problemi, le persecuzioni, le difficoltà ne sono prova; anche il suo intervento ha avuto delle difficoltà in quanto, impossibilitato ad essere presente di persona, si è dovuto approntare nell’immediatezza il collegamento online che don Valentino ha gestito con la sua consueta disponibilità, con chiarezza e amabile familiarità, riuscendo a catturare l’attenzione e il consenso di tutti.
Tre le parole che fissano il suo messaggio: fiducia, dialogo, conversione.
Tre ingredienti che permettono alla Catechesi di creare contesti vitali, dove ognuno possa sentirsi accolto e compreso, dove possa esprimersi senza essere giudicato, dove tutti sono al servizio di tutti, dove ognuno prende coscienza dell’importanza del messaggio evangelico che dà senso all’umano, al vissuto. Da questa consapevolezza sfocia la conversione che porta alla missione: una volta che si è trovato Gesù non possiamo non portarlo agli altri!
La Comunità deve riconoscersi come Popolo di Dio, popolo in cammino, casa, famiglia aperta a tutti, degna di fiducia e capace di far scaturire dubbi e domande e di dare risposte, comunità che deve entrare in una dimensione dialogica per rivelare un Dio che si rivela in parole e gesti. La comunità deve imparare ad abitare il terreno dell’umano e del suo senso e qui innestare la testimonianza della Rivelazione che dà senso e dignità all’umana esistenza, chiamata a riscoprire la sua dimensione profetica, sacerdotale e regale; essere, quindi, comunità che si nutre della Parola, che prega e vive la comunione intorno alla Mensa Eucaristica, che si santifica attraverso i Sacramenti e di conseguenza opera nella fraternità e nella missionarietà. Occorre liberarci dalla “Teoria degli alibi”, dove tutti hanno colpa di tutto, per ritrovare l’entusiasmo e la creatività dell’Annuncio.
Nel corso della seconda serata, i coniugi Rosmari e Vito Di Leo hanno illustrato il progetto sulla Catechesi “Educare ad amare” della Diocesi di Nicosia: «Crediamo molto nella Chiesa Domestica perché siamo sicuri che a partire dalla famiglia si possa curare questa società». Da questa considerazione nasce la scelta di una catechesi di stile catecumenale che coinvolge la famiglia e che si prende cura della famiglia. Il cammino in stile Catecumenale tiene conto della priorità della Catechesi agli adulti e inizia già dagli itinerari per la Vita Matrimoniale, passando poi dalla catechesi ai fidanzati alla preparazione in vista del Battesimo dei figli; segue un accompagnamento alla famiglia fino all’età della catechesi dell’IC, arrivando alla Mistagogia e al conseguente inserimento nella Comunità. Attraverso questo itinerario è possibile creare una mentalità di fede adulta. La comunità, naturalmente, resta la culla della trasmissione della fede, è indispensabile camminare insieme.
Si prospetta per tutti i soggetti interessati un cammino di discernimento impegnativo e necessario, ma già da alcuni interventi in sala si scorgono i primi segni in direzione di una Catechesi rinnovata.
Affidiamoci con fiducia allo Spirito Santo e alla guida del nostro vescovo, attenti alle esortazioni e alle linee direttive della sua ultima Lettera Pastorale “Camminando s’apre cammino”, e teniamo alta la Speranza.
Don Marco Diara e l’Equipe dell’Ucd
