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Pubblicato il 11 Aprile 2020 | di Silvio Biazzo

9 aprile 1921 l’eccidio fascista a Ragusa

Il tragico evento a distanza di quasi un secolo è ancora vivo del ricordo dell’Anpi nonostante l’emergenza da covid-19 : è il Sen. Gianni Battaglia Presidente Provinciale dell’Associazione a farne menzione. “ Nonostante il momento storico attuale che non ci ha permesso di riunirci – ha detto Battaglia – è giusto e opportuno rievocare la data del 9 aprile del 1921, data in cui si consumò l’eccidio fascista che provocò la morte di tre lavoratori braccianti: Rosario Occhipinti e Carmelo Vitale, rimasti a terra in piazza san Giovanni e la morte di Rosario Gurrieri avvenuta dopo qualche settimana. Rievocare, per sensibilizzare il tempo attuale con un vivo e costante richiamo per salvaguardare, guardando al passato, un bagaglio di esperienze utili a evitare ripetizioni di tragici accadimenti “ conclude Battaglia “ Il clima era quello delle intimidazioni, violenze, scorrerie che venivano perpetrati nei confronti degli operai, dei braccianti e dei democratici.

Infatti, già qualche mese prima, il 4 novembre 1920, i fascisti locali, avevano tentato di assaltare il comune “rosso” a guida socialista”.
Il 9 aprile era una giornata in cui i braccianti, riuniti a piazza San Giovanni a Ragusa, aspettavano il comizio del deputato socialista Vincenzo Vacirca, ma nell’aria fredda di una primavera tardiva, si avvertiva la sospettosa presenza gelida dei fascisti. Infatti, arrivarono provocando la piazza e si scatenò l’inferno. I fascisti incominciarono a sparare, mentre la polizia stava a guardare. Un bilancio pesante, oltre 50 feriti, in piazza c’erano anche donne e bambini, e il sangue si sparse sulla piazza. La gente scappò ma i fascisti continuarono liberi a percorrere le vie di Ragusa. Non si fermò la loro attività violenta e l’indomani vennero attaccati i luoghi simbolo delle sinistre e dei socialisti, bruciando la sede della Camera del lavoro. Anche il municipio venne assaltato e l’amministrazione comunale fu costretta a rassegnare le dimissioni. Altre amministrazioni della provincia furono obbligate a dimettersi perché costrette dalla violenza squadrista dei fascisti.

Dal 2002 la ricorrenza viene onorata con la deposizione di una corona di fiori sotto la lapide posta nella stessa piazza del vile eccidio. Quest’anno non è stato possibile farlo ma si vuole egualmente ricordare l’anniversario a futura memoria e per monito alle future generazioni.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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